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	<title>Roberto Assagioli Archivi - FarsiForza.org</title>
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		<title>Assagioli, la psicanalisi, la psicosintesi</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Sep 2019 08:46:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Roberto Assagioli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L'articolo <a href="https://www.farsiforza.org/2019/09/26/assagioli-la-psicanalisi-la-psicosintesi/">Assagioli, la psicanalisi, la psicosintesi</a> proviene da <a href="https://www.farsiforza.org">FarsiForza.org</a>.</p>
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					<h2 class="entry-title">Assagioli, la psicanalisi, la psicosintesi</h2>
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				<div class="et_pb_text_inner"><p><strong>ROBERTO ASSAGIOLI E LA PSICANALISI   <br /></strong></p></div>
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				<div class="et_pb_text_inner"><p>Per lunghi anni Assagioli si occupò della psicoanalisi freudiana, fu iscritto al gruppo psicoanalitico di Zurigo e addirittura — superando non poche difficoltà — discusse la sua tesi di laurea sulla psicoanalisi. Fu in seguito, praticando la psicoanalisi, che ne individuò i limiti. In lui evidentemente avvenne ciò che già era avvenuto in Jung<span id="more-2677"></span>, al quale si sentiva tanto più vicino anche nel comune interesse per le culture orientali, i fenomeni paranormali, le mantiche, l&#8217;alchimia, l&#8217;astrologia. Dell&#8217;epistolario tra Jung e Assagioli ci è pervenuta purtroppo soltanto la parte conservata da Jung, tuttavia sappiamo che i due si salutavano chiamandosi “fratello”, il che può significare soltanto il loro sentirsi uniti da un&#8217;ideale fratellanza umana e di intenti.<br />La militanza tra gli psicoanalisti aveva comunque indicato ad Assagioli la sua strada: quella del medico dell&#8217;anima, dello psicologo. La psicologia gli appariva come l&#8217;autentica scienza dell&#8217;essere umano ed egli avvertiva in se il bisogno di indagare i misteri dell&#8217;anima.<br />Assagioli venne così gradualmente creando la sua personale direttiva psicologica.<br />Per Assagioli le teorie di Freud davano troppa importanza &#8220;al lato inferiore e istintivo della sessualità e soprattutto alle sue aberrazioni&#8221;, e a ciò egli contrapponeva le &#8220;manifestazioni superiori dell&#8217;amore&#8221;. Inoltre, al posto della <em>Verdrangung</em> (rimozione) freudiana, che porta ad allontanare dalla coscienza ordinaria le &#8220;tendenze prepotenti&#8221;, Assagioli sottolineava il processo di sublimazione: una &#8220;preziosa facoltà della psiche&#8221; capace di trasformare le &#8220;cieche forze istintive in elevate energie emotive e spirituali&#8221;. Grazie al processo di sublimazione, e in linea con la tradizione orientale, Assagioli propugnava il risveglio interiore dell&#8217;essere umano, il superamento dei legami esclusivamente materiali per &#8220;esplorare le vette più luminose della propria anima e studiare i più alti misteri della vita umana&#8221;.</p></div>
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				<div class="et_pb_text_inner"><p><strong>ROBERTO ASSAGIOLI E LA PSICOSINTESI</strong></p></div>
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				<div class="et_pb_text_inner"><p>Nella sua lunga vita di studio e ricerca Assagioli è stato l&#8217;iniziatore della psicologia umanistica, propugnò cioè una &#8220;psicologia della salute&#8221;, che considera l&#8217;essere umano non solo come portatore di conflittualità e complessi, ma anche di potenzialità sane e di impulsi normali e fecondi. Fu anche un precursore della psicologia transpersonale, che si è poi sviluppata più compiutamente alla fine del &#8216;900 e che presta attenzione agli stati di coscienza che vanno al di là dell&#8217;ego e riguardano quelle esperienze di tipo spirituale, religioso, estatico, intuitivo che sono così importanti per la personalità umana. Tutto questo, dalle conflittualità alle istanze spirituali, confluisce nella sua psicosintesi, dove <em>sintesi</em> è intesa in senso quasi alchemico, come trasformazione, sublimazione, armonizzazione.<br />Sulla base della psicologia junghiana, la psicosintesi comprende la psicoanalisi come metodologia di indagine dell&#8217;inconscio, la psicologia umanistica per la visione globale della persona, dei suoi valori e delle sue responsabilità nei confronti della vita, nonché il processo di evoluzione dell&#8217;io; infine la psicologia trans-personale per la sua concezione allargata della psiche quale sede delle potenzialità umane più alte. La psicosintesi abbraccia inoltre e coinvolge le conoscenze della filosofia orientale e si apre alla dimensione spirituale.<br />Assagioli non volle mai occuparsi soltanto di chi aveva bisogno estremo di una terapia: il suo intento era intervenire sulla persona globalmente, e di conseguenza anche sulle parti integre della personalità. Diceva che ognuno di noi ha una parte sana e una parte malata: in noi cioè esiste una zona di sofferenza che può diventare patologica, ma si trovano anche potenzialità sane di cui nella terapia occorre tener conto. La psicosintesi promuove lo sviluppo delle potenzialità personali latenti, e muove dal presupposto che molte persone soffrono perché non hanno potuto realizzare completamente se stesse. Nella psicosintesi l&#8217;aspetto terapeutico è sempre unito a quello formativo, educativo.<br />In altre parole, oltre a intervenire sulla persona con una psicoterapia dinamica (di caso in caso lo psicoterapeuta sceglierà quella che risulta più adatta), viene sollecitata la parte attiva e creativa della personalità, in quanto a volte i blocchi derivano dal fatto che l&#8217;individuo è chiuso nelle sue potenzialità e ne soffre. Si utilizzano quindi molte tecniche, tra cui l&#8217;ascolto di musica, scegliendo naturalmente quella più adatta al caso, il disegno, il diario psicologico personale, esercizi di rilassamento e visualizzazione.<br />Sulla base di questa sua attenzione alle potenzialità sane e all&#8217;esigenza di normalità dell&#8217;essere umano, Assagioli istituì corsi di formazione che si rivolgevano a chi voleva conoscersi meglio, conservare la salute psichica, crescere e maturare: diventare cioè una persona completa. Oltre a tenere lezioni teoriche, Assagioli suggeriva tecniche che aveva sviluppato al contatto con la filosofia orientale, che conosceva bene e che aveva adattato alle esigenze occidentali attuali. Diceva che sia la cultura orientale sia quella occidentale hanno pregi e difetti, e che sarebbe importante fare una sintesi di tutte e due, che sono una l&#8217;ombra dell&#8217;altra.<br />Dall&#8217;Oriente aveva adottato esercizi di rilassamento, visualizzazione e meditazione, di cui faceva ampio uso nei corsi e nelle terapie. A suo giudizio, meditazione e visualizzazione sono metodi molto efficaci per favorire e attuare la psicosintesi. Esse presuppongono l&#8217;esercizio della volontà, cui Assagioli attribuiva un grande valore, e implicano raccoglimento mentale, rilassamento fisico, concentrazione.</p></div>
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				<div class="et_pb_text_inner"><p><strong>ROBERTO ASSAGIOLI, DUE SEMPLICI ESERCIZI DI MEDITAZIONE PSICOSINTETICA</strong></p></div>
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				<div class="et_pb_text_inner"><p>Riportiamo due esercizi che ognuno può eseguire per conto proprio. Essi riguardano lo sviluppo della personalità e la sua tensione all&#8217;innalzamento.</p>
<p><em>ESERCIZIO DELLA ROSA</em><br /><em>La rosa è il simbolo della psicosintesi e rappresenta lo sviluppo interiore.</em><br /><em>Iniziare con un breve rilassamento in posizione seduta, quindi immaginare di essere su un prato e di vedere in mezzo all&#8217;erba una pianta di rose. Il cielo è limpido e il sole luminoso e splendente. Concentriamo l&#8217;attenzione su un bocciolo ancora chiuso nei suoi sepali verdi, e immaginiamo di vederlo lentamente aprirsi, fino a trasformarsi prima in un bocciolo di rosa e infine in una rosa completamente fiorita. È importante seguire tutti i successivi stadi di apertura dei petali, possibilmente in ogni loro movimento. È bene immaginare anche di sentire il profumo e di toccare i petali vellutati della rosa. Infine proviamo a identificarci con la rosa fiorita, sperimentando il senso di apertura interiore verso l&#8217;alto e verso il sole.</em></p>
<p><em>ESERCIZIO DELLA MONTAGNA</em><br /><em>Immaginiamo di trovarci in una vallata e di vedere davanti a noi una montagna coperta di neve. Sentiamo la spinta a salire sulla montagna, decidiamo di farlo e ci avviamo. All&#8217;inizio percorriamo una comoda mulattiera che sale dolcemente attraverso un bosco di pini. Saliamo spediti, sentendo sotto i piedi il terreno soffice, coperto di aghi di pino. Poi la strada si fa più ripida, si restringe, diventa un sentiero. I pini si diradano, arriviamo ai prati. Saliamo per i prati, e poco a poco cominciano ad apparire i sassi: dopo i sassi, la roccia. Qui prendiamo fiato, ci rifocilliamo, poi iniziamo la scalata della roccia. Cominciano le difficoltà, bisogna servirsi degli appigli offerti dalla parete rocciosa, badare bene a dove mettere i piedi, scegliere i punti migliori. Però lo facciamo con gioia, sentiamo che in noi si sprigionano energie nuove. Troviamo degli spiazzi di neve; poi la neve copre tutta la roccia. Infine arriviamo in cima alla montagna. L&#8217;aria è sottile, corroborante, e lo spettacolo davanti ai nostri occhi è ampio e magnifico; sopra, l&#8217;immenso cielo azzurro e il sole risplendente. Siamo pervasi da un senso di ammirazione e di gioia.</em><br /><em>La salita della montagna corrisponde ai vari livelli della coscienza che possiamo sperimentare: fisico, istintivo, emotivo, immaginativo, mentale, intuitivo, fino alla vetta luminosa della coscienza spirituale, il Sé.</em></p>
<p>Entrambi gli esercizi vanno ripetuti più volte prima di riuscire a eseguirli bene: all&#8217;inizio è normale perdere la concentrazione e non riuscire a seguire ordinatamente tutti i vari stadi.</p></div>
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				<div class="et_pb_text_inner"><p><strong>L&#8217;OVOIDE DI ASSAGIOLI</strong></p></div>
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				<div class="et_pb_text_inner"><p>Ricorrendo a un&#8217;immagine molto bella anche visivamente, Assagioli descrive la psiche come un perfetto uovo cosmico, al centro del quale c&#8217;è l&#8217;io, o sé cosciente.<br />
Questo uovo si suddivide in tre settori: in basso c&#8217;è l&#8217;inconscio inferiore, che Assagioli definiva &#8220;cantina&#8221;, sede delle attività psichiche che presiedono alla vita organica, alle funzioni fisiologiche, agli istinti primitivi, ai complessi psichici, ai sogni e alle attività immaginative elementari. Al centro risiede l&#8217;inconscio medio, dove avviene l&#8217;elaborazione delle esperienze compiute, la progettazione delle attività future e dove ha sede l&#8217;archivio della memoria. Infine c&#8217;è l'&#8221;attico&#8221;, cioè l&#8217;inconscio transpersonale dove risiedono tutti quei contenuti di cui non siamo coscienti e da cui provengono le intuizioni, le ispirazioni artistiche, scientifiche, filosofiche e creative in genere, gli slanci altruistici, gli stati di contemplazione, illuminazione ed estasi, le esperienze mistiche, i poteri paranormali e supernormali. In cima a tutto c&#8217;è una &#8220;stella&#8221;, ovvero il sé della psicologia moderna, che corrisponde al concetto tradizionale di anima: cioè la nostra identità più profonda e autentica, intesa non come qualcosa di ideale e irraggiungibile, bensì come realtà sperimentabile di cui l&#8217;io è un riflesso. L&#8217;essere umano a sua volta è immerso nell&#8217;inconscio collettivo, in quell&#8217;immenso serbatoio di energia universale con cui è in rapporto di interazione reciproca.<br />
Il terapeuta che utilizza la psicosintesi esplora tutti questi aspetti, e per superare sofferenze e conflitti individua le risorse della persona, comprese quelle collegate all&#8217;inconscio transpersonale. Obiettivo dell&#8217;intervento terapeutico è la trasformazione del sé, nel senso che la persona deve essere gradualmente portata ad assumersi la responsabilità della propria vita, impostandola più sull&#8217;essere che sull&#8217;avere, e a iniziare un processo di trasformazione che non finisce certo con la terapia: è un processo che non finisce mai, che dura tutta la vita. Assagioli era personalmente convinto che il processo continuasse anche oltre: era un uomo religioso nel senso più autentico del termine e credeva in una vita dopo la morte. Amava inoltre profondamente l&#8217;essere umano, cui riconosceva potenzialità che pochi sanno vedere.<br />
Per richiamarsi al suo stesso esempio dell&#8217;uovo, egli sapeva bene che c&#8217;è la cantina, ma era consapevole che esiste anche l&#8217;attico, e non si stancava di raccomandare di tendere a quello. A lui premeva aiutare l&#8217;essere umano ad acquisire una personalità completa e il suo desiderio ultimo era arrivare a cambiare la società, attraverso un cambiamento positivo degli individui che la compongono. Roberto Assagioli voleva contribuire al superamento dei conflitti tra individui e tra popoli, mostrare agli esseri umani come evolversi armonicamente a livello biologico, psichico e spirituale.</p></div>
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<p>L'articolo <a href="https://www.farsiforza.org/2019/09/26/assagioli-la-psicanalisi-la-psicosintesi/">Assagioli, la psicanalisi, la psicosintesi</a> proviene da <a href="https://www.farsiforza.org">FarsiForza.org</a>.</p>
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		<title>Assagioli, biografia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gestione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Sep 2019 08:19:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Roberto Assagioli]]></category>
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					<h2 class="entry-title">Assagioli, biografia</h2>
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				<div class="et_pb_text_inner"><p><strong>NOTIZIA IN BREVE   <br /></strong></p></div>
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				<div class="et_pb_text_inner"><p>Roberto Assagioli (1888-1974), medico, psichiatra e studioso di letteratura, filosofia e religione, è l&#8217;ideatore della <strong>psicosintesi</strong>, un metodo psicoterapeutico che si propone la formazione e la strutturazione globale dell&#8217;essere umano e che trova ampie applicazioni, oltre che nella terapia, anche nell&#8217;educazione familiare e scolastica, nei rapporti interpersonali, nello sviluppo e nell&#8217;evoluzione della personalità.<br /><span id="more-2667"></span> La psicosintesi, cui Assagioli giunse dopo aver sperimentato vari metodi psicoterapeutici, è forse più nota all&#8217;estero che in Italia, ma gode di un crescente interesse, al pari della figura del suo fondatore, che fu scienziato e maestro di vita dalle profonde intuizioni e dalle grandi aperture nei confronti di tutte le discipline umane e spirituali.<br /> La sua visione della psiche umana è amplissima, forse la più ampia, ricca e dinamica che si conosca, una visione integrale che attende ancora di essere scoperta fino in fondo e che può realmente aiutare l&#8217;essere umano contemporaneo a crescere interiormente, a sviluppare le proprie potenzialità, a realizzare se stesso in maniera positiva e creativa, a divenire una persona attenta al qui e all&#8217;adesso, ma anche saldamente ancorata alla dimensione trascendente.</p></div>
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				<div class="et_pb_text_inner"><p><strong>VITA</strong></p></div>
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				<div class="et_pb_text_inner"><p>Roberto Marco Greco (è questo il vero nome di Roberto Assagioli) nacque a Venezia nel febbraio del 1888 da genitori ebrei. Il padre Leone morì quando Ro-berto aveva appena due anni, e poco tempo dopo la madre si risposò con il dottor Alessandro Emanuele Assagioli, che aveva affettuosamente curato il bambino durante un ricovero ospedaliero. Alessandro Assagioli adottò Roberto e fu per lui da ogni punto di vista un ottimo padre.<br />Fin da piccolo Roberto dimostrò una notevole capacità di apprendere: imparò quasi contemporaneamente l&#8217;italiano, l&#8217;inglese e il francese, e successivamente anche il tedesco, a un livello tale che sarà definito da Sigmund Freud &#8220;impeccabile&#8221;.<br />Dopo gli studi liceali, Roberto si trasferì con la famiglia a Firenze (1904), con ogni probabilità proprio per potersi iscrivere alla locale università (l&#8217;Istituto di Studi Superiori), una delle più qualificate del Regno. Si iscrisse alla Sezione di Medicina e Chirurgia, nell&#8217;anno accademico 1905-1906. Fin dall&#8217;inizio dimostrò più interesse per gli aspetti psichiatrici, psicologici e filosofici che per quelli puramente organici, e ben presto affiancò agli studi di medicina altre attività: per esempio, dal 1906 al 1908, quella di bibliotecario presso il Museo Antropologico diretto da Paolo Mantegazza*, incarico che era stato precedentemente occupato da Giovanni Papini. Mantegazza può essere considerato colui che avviò la cultura accademica fiorentina oltre che verso l&#8217;antropologia anche verso la psicologia, disciplina che a quell&#8217;epoca non aveva ancora un riconoscimento come scienza autonoma.<br />In quegli anni Assagioli collaborò ampiamente alla rivista <em>Leonardo</em>, fondata nel 1903 da Giuseppe Prezzolini e Giovanni Papini; con entrambi, già personaggi di primo piano nella cultura italiana del tempo, fu in stretti rapporti.<br />Approfittando della propria solida posizione economica, il giovane Roberto viaggiò molto frequentando all&#8217;estero gli psichiatri e gli psicologi più autorevoli (in particolare gli svizzeri Claparede e Theodore Flournoy) e partecipando a numerosi congressi internazionali. Contemporaneamente approfondiva i suoi interessi alternativi: la conoscenza del pensiero orientale, in particolare attraverso la teosofia, che aveva riscoperto e rivalutato la grande tradizione spirituale indiana (la <em>Bhagavad-Gita</em> sarà sempre un testo fondamentale per A.), gli studi esoterici e mistici e in generale tutte le grandi scuole spirituali.<br />A partire dal 1907 Assagioli cominciò a frequentare la clinica psichiatrica Bur-gholzli, dove conobbe Jung, al quale si sentì sempre molto affine e con il quale fu poi in rapporto di amicizia per tutta la vita. Qui cominciò anche a occuparsi intensamente della psicoanalisi di Sigmund Freud, che suscitava a quel tempo interesse e discussioni a non finire. Assagioli fu uno dei primi a portare in Italia le dottrine freudiane, delle quali riconosceva i grandi meriti; tuttavia in seguito proseguì lungo vie proprie, che lo allontanarono da Freud e lo portarono a concepire ed elaborare la psicosintesi.<br />Nel 1912 fondò a Firenze la rivista <em>Psiche</em>, la prima di questo genere, che uscì per tre anni, fino al 1915, e il cui scopo — come scrisse nel primo numero &#8211; era &#8220;diffondere, in forma viva e agile, fra le persone colte, le nozioni psicologiche più importanti e feconde di applicazioni pratiche&#8221;. Fu attraverso le pagine di questa rivista che si compì il passaggio dalla psicoanalisi alla psicosintesi.<br />Una volta messe a punto le linee operative di base del suo personale indirizzo psicologico, Roberto Assagioli fondò l&#8217;Istituto di Psicosintesi* (1926), che ebbe la sua prima sede a Roma. Per motivi politici — Assagioli era ebreo, aveva molti contatti con studiosi e organismi a livello internazionale, e il regime fascista non vedeva di buon occhio tutto questo — l&#8217;Istituto dovette essere chiuso nel 1933 e fu riaperto soltanto a guerra finita a Firenze, dove tuttora ha sede&#8221;.<br />A Firenze Assagioli visse fino alla morte, che lo colse a ottantasei anni nel 1974. Alcuni anni prima di lui era mancata la moglie; l&#8217;unico figlio, Ilario, si era spento per tubercolosi subito dopo la fine della guerra. Nonostante questi gravissimi lutti, Assagioli conservò fino alla fine la sua serenità interiore e la sua capacità di donarsi alle tante persone che desideravano attingere alla sua grande saggezza. Negli ultimi anni formò anche i discepoli più importanti, quelli che dopo di lui avrebbero continuato ad esercitare la psicosintesi.</p></div>
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				<div class="et_pb_text_inner"><p><strong>LA PERSONA</strong></p></div>
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				<div class="et_pb_text_inner"><p>Da sempre Assagioli ha attinto da elementi della tradizione orientale per integrarli armoniosamente nella cultura occidentale. Aveva adottato una dicta quasi esclusivamente vegetariana, che lo faceva sentire &#8220;sereno e quasi serafico&#8221;&#8216;. La sua curiosità intellettuale lo spinse ad occuparsi anche di medianità, come molti altri al tempo suo, e partecipò a sedute con la famosa medium napoletana Eusapia Paladino.<br />Tolleranza, alti ideali, intuizione, sintesi tra Oriente e Occidente, amore per l&#8217;umanità: ecco gli elementi che fanno di Assagioli un autentico Maestro.<br />Di persona egli era, a giudizio di coloro che l&#8217;hanno conosciuto, un uomo impagabile. Il dottor Massimo Rosselli, direttore dell&#8217;Istituto di Psicosintesi di Firenze, che è stato dal 1966 al 1974 allievo e poi collaboratore di Assagioli, cosi lo descrive:<br /><em>&#8220;Era un personaggio eccezionale, non un guru come generalmente si intende, ma un maestro arguto e sorridente, con una grande saggezza. Era molto coerente, molto sottile, molto colto, con una enorme energia dentro e un&#8217;intuizione straordinaria, per cui coglieva subito in modo diretto il problema di fondo della persona. Irradiava quello che era dentro. Diceva cose che sembravano semplici, forse troppo semplici in un primo momento, però poi ci si accorgeva che diceva sempre l&#8217;essenziale. E l&#8217;essenziale è sempre di grande semplicità. Il fatto è che Assagioli non si rivolgeva soltanto agli addetti ai lavori, ma a tutti, e da tutti doveva farsi capire: le sue conferenze erano per l&#8217;intellettuale e per la sartina. La psicosintesi infatti prevede una laicizzazione della psicologia, che viene intesa quindi non solo come psicologia di élite, ma si rivolge ad ogni persona che sente l&#8217;esigenza di cambiare e maturare. Assagioli era di una chiarezza assoluta, ma dietro al suo linguaggio volutamente semplice c&#8217;erano tesori&#8221;</em>.<br />Tra le qualità più gradevoli di Assagioli c&#8217;erano il buon umore e la modestia: qualità che egli cercava di trasmettere anche agli altri e che gli sarebbe tanto piaciuto che fossero fatte proprie soprattutto dai politici:<br /><em>&#8220;Quanto sarebbe necessario il buon umore in campo politico! Se i dittatori, grandi e piccoli, avessero il buon umore, ciò potrebbe aiutare ad evitare delle guerre&#8221;</em>.<br />Il buon umore, diceva, è raggiungibile attraverso precisi esercizi psicologici: la prima cosa da fare per educarsi all&#8217;ottimismo e all&#8217;accettazione, che è l&#8217;opposto della rimozione. Questa infatti tende a eliminare gli elementi sgradevoli della nostra vita psichica, rendendoli però in questo modo ancora più pericolosi e “in agguato”. L&#8217;accettazione invece porta gradualmente ad aderire alle cose: non si tratta di un atteggiamento passivo, ma al contrario di uno stato d&#8217;animo costruttivo che consente di raccogliere le energie per modificare ciò che è possibile modificare.<br />Con riferimento alla modestia che gli era propria e al suo leggendario senso delle proporzioni, Assagioli soleva dire con molto humour che per ottenere queste qualità ci si poteva far aiutare dall&#8217;astronomia, cioè dall&#8217;osservazione del cielo stellato, delle costellazioni e delle galassie. E ripeteva un aneddoto su Theodor Roosevelt quando era presidente degli Stati Uniti:<br /><em>&#8220;Un suo amico racconta che non di rado la sera Roosevelt diceva: &#8216;Usciamo, andiamo a guardare le stelle&#8217;. Fissava una nebulosa nella costellazione di Andromeda, che si vede a malapena ad occhio nudo e proseguiva: &#8216;Questa galassia è formata da centinaia di milioni di stelle, altrettanti soli, e di queste galassie ce ne sono milioni e milioni nell&#8217;Universo. Ecco, ora siamo abbastanza piccoli, possiamo andare a letto!'&#8221;</em></p></div>
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				<div class="et_pb_text_inner"><p><strong>NOTE</strong></p></div>
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				<div class="et_pb_text_inner"><p>*<strong>Paolo Mantegazza</strong> (Monza 1831- San Terenzo in Liguria 1910), medico, visse alcuni anni in Argentina e qui al contatto con i nativi sviluppò l&#8217;interesse per gli studi antropologici. Deputato in parlamento dal 1865 al 1876, fece creare a Firenze la prima cattedra italiana di antropologia, di cui fu titolare a partire dal 1870. Si occupò di igiene, fisiologia, etnografia e psicologia e fondò a Firenze il Museo Antropologico-Etnografico, l&#8217;istituzione italiana più importante di questo genere.</p>
<p>*<strong>L&#8217;Istituto di Psicosintesi</strong> di Firenze (via San Domenico 161) ha sede tuttora in quella che fu la casa e lo studio di Roberto Assagioli. Qui sono custodite le sue cose, i suoi libri, le foto sue e della famiglia.</p></div>
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