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	<title>più letti Archivi - FarsiForza.org</title>
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		<title>CRISI DA RISVEGLIO SPIRITUALE 1. Sentirsi degli Illuminati</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alma]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Sep 2019 08:51:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Crisi da risveglio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L'articolo <a href="https://www.farsiforza.org/2019/09/28/crisi-da-risveglio-spirituale-1-sentirsi-degli-illuminati/">CRISI DA RISVEGLIO SPIRITUALE 1. Sentirsi degli Illuminati</a> proviene da <a href="https://www.farsiforza.org">FarsiForza.org</a>.</p>
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					<h2 class="entry-title">CRISI DA RISVEGLIO SPIRITUALE 1. Sentirsi degli Illuminati</h2>
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				<div class="et_pb_text_inner">Introduzione</div>
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				<div class="et_pb_text_inner"><p>Come abbiamo visto in altri articoli (per esempio in <a href="https://www.farsiforza.org/farsi-forza/" title="È arrivato il momento di Farsi Forza">Farsi Forza</a>), ad alcune persone può capitare di uscire dai binari del “quotidiano ordinario” e di iniziare a mostrare i sintomi del cosiddetto <em>risveglio spirituale</em>. Si può procedere per gradi, oppure avere una grande rivelazione tutto d&#8217;un tratto.<br /> Si parla molto e diffusamente della grande felicità, dell&#8217;euforia, del senso di promessa che questo momento regala a chi lo vive. È invece molto più raro reperire delle spiegazioni chiare sui problemi che molto spesso (insieme a tutto il resto) si manifestano; problemi non secondari, al punto che si può parlare di vere e proprie crisi da risveglio spirituale.<br /> La diffusa ignoranza di questo aspetto crea molti danni, alcune persone possono trovarsi all&#8217;improvviso di fronte a difficoltà di cui non immaginavano l&#8217;esistenza. In seguito a ciò vengono colte da una sensazione di sconforto, di festa ingiustamente rovinata, di pericoli nascosti e difficili da affrontare. A molte, a molti, viene allora spontaneo fare un passo indietro per difendersi. Ma così facendo si perdono anche la parte bella della festa.<br /> Per fortuna altri sono passati da questa fase prima di noi: l&#8217;hanno vissuta, ci hanno riflettuto, l&#8217;hanno elaborata e ci hanno lasciato delle informazioni e delle indicazioni molto utili a riguardo. A volte basta conoscere un po&#8217; più a fondo le cose, per viverle meglio. Se non ci colgono alla sprovvista possiamo affrontarle con maggiore serenità, senza scoraggiarci e senza cadere nel disorientamento.<br /> Tra i tanti che ci danno una mano, c&#8217;è il grande psichiatra (e guida spirituale) Roberto Assagioli, di cui potete trovare diversi riferimenti nel sito. Abbiamo scelto cinque passi fondamentali dal libro <em>“Lo sviluppo transpersonale”</em>.</p></div>
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				<div class="et_pb_text_inner"><p style="margin-bottom: 0cm;"><b>Sentirsi degli Illuminati</b></p></div>
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				<div class="et_pb_text_inner"><p>L&#8217;apertura del canale di comunicazione fra il livello della coscienza ordinaria e quelli supercoscienti, fra l&#8217;io e il Sé e l&#8217;afflusso di luce, produce spesso una liberazione meravigliosa. Le precedenti sofferenze con i sintomi psicologici e fisici da essi prodotti scompaiono, talvolta quasi immediatamente, confermando così il fatto che essi non erano determinati da alcuna causa fisica ma dalla tensione e dai conflitti interni. In tali casi il risveglio spirituale costituisce una vera cura. Ma <em>in altri casi, non rari, la personalità non è capace di assimilare in modo giusto l&#8217;irruzione della luce e delle energie.</em> Ciò avviene quando la mente non è equilibrata, o le emozioni e l&#8217;immaginazione non sono dominate, quando il sistema nervoso è troppo sensibile, oppure quando l&#8217;impeto della energia spirituale è totalizzante nella sua intensità.</p></div>
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				<div class="et_pb_text_inner"><p>L&#8217;incapacità della mente a sostenere l&#8217;illuminazione, o la tendenza all&#8217;egocentrismo o alla presunzione possono far sì che l&#8217;esperienza venga interpretata erroneamente e le energie spirituali che affluiscono possono avere l&#8217;effetto di alimentare e inorgoglire l&#8217;io personale.<br />Ho potuto osservare un esempio estremo di questo effetto nocivo nell&#8217;Ospedale Psichiatrico di Ancona. Uno degli ospiti, un uomo piccolo, semplice, ex fotografo, dichiarava tranquillamente e persistentemente di &#8216;essere Dio&#8217;. Intorno a questa idea centrale aveva sviluppato una serie di illusioni fantasiose: di eserciti celesti al suo comando, ecc. Al tempo stesso egli era la persona più pacifica, gentile e compiacente che si possa immaginare, sempre pronto a rendere servigi ai medici e ai malati. Ispirava tanta fiducia ed era così accurato che gli erano state affidate la preparazione di medicine e perfino le chiavi della farmacia. La sola pecca nel suo comportamento consisteva nell&#8217;appropriarsi dello zucchero per far piacere ad alcuni degli altri ricoverati.<br />Probabilmente dei medici con una mentalità materialistica avrebbero considerato questo malato semplicemente come affetto da schizofrenia paranoide, ma questa &#8216;etichetta diagnostica&#8217; aiuta poco o punto a comprendere la vera natura e le cause di quei disturbi. È perciò opportuno prendere in considerazione la possibilità di una interpretazione più profonda delle illusorie convinzioni di quell&#8217;uomo.<br />L&#8217;esperienza interna del sé spirituale e la sua associazione e compenetrazione con l&#8217;io personale conferiscono a coloro che le vivono <em>un senso di grandezza e di espansione interna</em>, la convinzione di partecipare in qualche modo alla natura divina.<br /><em>È importante riconoscere chiaramente, e tenere sempre presente, in teoria ed in pratica, la differenza esistente fra il Sé spirituale (quello che è stato chiamato la &#8216;Sorgente&#8217; il &#8216;Centro&#8217;, l&#8221;Essere profondo&#8217;, l&#8221;Apice&#8217; di noi stessi) e la piccola personalità ordinaria, il piccolo &#8216;sé&#8217; o ego, di cui siamo normalmente coscienti</em>. La mancanza di questa distinzione vitale produce conseguenze erronee e pericolose.<br />Tale distinzione dà la chiave per comprendere lo stato mentale del malato del quale ho parlato e di altri affetti da forme estreme di autoesaltazione e di autoglorificazione. Il fatale errore di tutti coloro che divengono vittime di quelle illusioni è di attribuire al loro ego o &#8216;sé&#8217; personale le qualità ed i poteri del Se transpersonale o spirituale. In termini filosofici, si tratta della confusione fra una verità assoluta e una relativa, fra il livello metafisico trascendente e quello empirico della realtà.<br /><em>Esempi di tale confusione non sono rari fra persone che rimangono abbagliate dal contatto da verità troppo grandi, da energie troppo intense per la loro comprensione mentale e la loro capacità di assimilazione</em>. Non è difficile osservare esempi di simili illusioni in numerosi seguaci fanatici di diversi culti.<br />Se un individuo è attivo e impulsivo può essere facilmente indotto dall&#8217;eccitamento del risveglio interno ad assumere il ruolo del profeta o del salvatore: può fondare una nuova setta e iniziare una campagna di spettacolare proselitismo.<br />In alcuni individui sensitivi si produce un risveglio di percezioni parapsicologiche: hanno visioni, che ritengono manifestazioni di esseri sovrumani; possono udire &#8216;voci&#8217;, o scrivere automaticamente, accettando i messaggi senza discuterli, e obbedendo ad essi senza riserve. La qualità di tali messaggi è molto varia; talvolta contengono insegnamenti elevati, ma in ogni caso dovrebbero essere esaminati con molto discernimento e sano giudizio, senza lasciarsi influenzare dalla loro origine inconsueta né da eventuali asserzioni dei loro pretesi trasmettitori. Non si deve attribuire alcuna validità a messaggi che contengono ordini perentori e comandi di obbedienza cieca, così pure a quelli che tendono ad esaltare la personalità del ricevente.</p>
<p> [Da <em>Lo sviluppo transpersonale</em><i>,</i> Roberto Assagioli, Astrolabio]</p>
<p>&nbsp;</p></div>
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		<title>PERCHÉ VI STA SULL&#8217;ANIMA ECKHART TOLLE</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alma]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Aug 2019 12:26:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[più letti]]></category>
		<category><![CDATA[Eckhart Tolle]]></category>
		<category><![CDATA[Krishnamurti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L'articolo <a href="https://www.farsiforza.org/2019/08/09/perche-vi-sta-sullanima-eckhart-tolle/">PERCHÉ VI STA SULL&#8217;ANIMA ECKHART TOLLE</a> proviene da <a href="https://www.farsiforza.org">FarsiForza.org</a>.</p>
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					<h2 class="entry-title">PERCHÉ VI STA SULL&#8217;ANIMA ECKHART TOLLE</h2>
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				<div class="et_pb_text_inner"><p style="margin-bottom: 0cm;">Chi è Eckhart Tolle? Si tratta di quell’omino un po’ buffo, che ricorda vagamente un elfo con le orecchie a punta, che incanta da anni le platee di mezzo mondo e che ha venduto milioni di copie del suo primo e più famoso libro: “Il potere di Adesso”.</p><span id="more-2023"></span></div>
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				<div class="et_pb_text_inner"><p>Ma perché, invece, a moltissime persone i contenuti del suo insegnamento provocano una forte resistenza se non addirittura un invincibile senso di rifiuto?</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><strong>1) Primo motivo, forse il più banale:</strong> perché è uno che ce l’ha fatta. In primo luogo, è diventato molto famoso e molto ricco, e poi è seguito da ascoltatori adoranti, pronti a ridere a crepapelle quando arriccia il naso o gigioneggia parlando del suo gatto. E vabbé.<br /> A dirla tutta, lui si è spinto un po’ oltre nella scala del successo. In un certo senso ha superato quello materiale ed è andato dritto verso il raggiungimento del successo metafisico: ha vissuto cioè un’esperienza di Liberazione spirituale.<br /> Si tratta di uno stato che, molto probabilmente, nessuno di noi raggiungerà in questa vita.</p></div>
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				<div class="et_pb_text_inner"><blockquote>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><em>Udii le parole “non opporre resistenza” dentro il mio petto. Mi sentivo risucchiato in un vuoto… Improvvisamente non ebbi più paura e mi lasciai cadere in quel vuoto. Fui risvegliato dal cinguettio di un uccello. Non avevo mai udito un suono simile. Avevo gli occhi ancora chiusi e vedevo l’immagine di un diamante meraviglioso (…) Per i successivi cinque mesi vissi in uno stato di profonda beatitudine. Tale abbandono doveva essere stato così completo che questo sé falso e sofferente era crollato. Allora, ciò che rimaneva era la mia vera natura di onnipresente io sono: consapevolezza allo stato puro prima dell’identificazione con la forma.</em> Da “Il potere di Adesso”</p>
</blockquote>
<p><em> </em></p></div>
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				<div class="et_pb_text_inner"><p>Dal nostro stato di infelicità media è molto difficile accettare tutto questo. Non importa se sia <em>vero</em> quello che Tolle dice oppure no, la sua condizione dichiarata ci pone di fronte alla nostra, assai penosa, di poveri esseri incastrati nelle nostre <em>resistenze</em>. Di cosa si tratta?<br /> Le resistenze di cui stiamo parlando corrispondono alle nostre <em>difese </em>e alle <em>avversioni </em>che proviamo.<br /> L’insegnamento di Tolle, o anche solo l’irritazione che produce, sono alcune delle tracce più efficaci per rivelare le resistenze e quindi lavorare su di esse. Lui lo chiama anche: dire “no” alla vita.</p>
<p>Se vogliamo comprenderne la nostra vera natura, abbiamo bisogno di guardare il malessere che ci fa dire “no”. No all’idea di accettazione, no all’idea di imparare a sospendere il giudizio (“perché la vita è ingiusta ed è ingiusto accettarla così com’è”).<br /> Tutti i nostri “No”, ci ricorda Tolle, sono prima di tutto dei “no” alla vita.<br /> Quella che dice “no” è una parte comune a tutti gli esseri umani, corrisponde ad una sofferenza arcaica, antica. Costituisce una delle matrici dell’Ombra.<br /> <strong>Non è così complicato lavorare sulle resistenze, una volta che si capisce il trucco:</strong> basta guardare il “no” mentre lo pronunciamo.<br /> Però occorre allenarsi in questo esercizio, perché è un movimento interiore che non ci viene spontaneo, viaggia in senso opposto alle nostre tendenze acquisite. E nei primi tempi può risultare faticoso metterlo in pratica. Vediamo meglio questo aspetto nel prossimo punto:</p></div>
			</div>
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				<div class="et_pb_text_inner"><p style="margin-bottom: 0cm;"><strong>2) Secondo motivo:</strong> non sopportiamo il nostro malessere e vogliamo uscirne in fretta.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Invece Tolle sembra non solo prenderla molto alla lontana e con molta calma, ma pare anche che, ascoltato fino alla fine il suo discorso, non dica niente di nuovo.<br /> E infatti, perché mai dovrebbe dire qualcosa di nuovo? Gli esseri umani, nel profondo, funzionano allo stesso modo da millenni. Cambiano solo le forme delle nevrosi a seconda dell’epoca e delle strutture sociali.<br /> Riguardo ciò, Tolle ci fa un grandissimo favore: ci spiega in termini comprensibili e<span style="font-weight: normal;"> </span><strong><span style="font-weight: normal;">adatti alle donne e agli uomini occidentali di oggi</span></strong><span style="font-weight: normal;">,</span> la base del nostro “funzionamento animico”.<br /> In realtà gli accorgimenti da adottare non sono numerosi. Il grosso del lavoro da fare è concentrato sulla necessità di abbassare le resistenze.<br /> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Ma perché è così indispensabile focalizzarci sui nostri meccanismi di difesa? Per un motivo molto importante: per riuscire ad <em>accettare l’insegnamento</em>.</p></div>
			</div>
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				<div class="et_pb_text_inner"><p style="margin-bottom: 0cm;">Rassegnamoci: ci va del tempo per comprendere, e poi del tempo per mettere in pratica, ciò che Tolle insegna. Ma una volta compreso, il meccanismo è acquisito per sempre.<br /> Naturalmente <em>la nostra più o meno consapevole opposizione</em> è un forte ostacolo per riuscire a sperimentare la capacità (che tutti noi abbiamo) di essere più presenti.<br /> Per questo bisogna avere un po’ di pazienza e iniziare a considerare gli ostacoli interiori non solo come parte integrante del lavoro, ma come il motore del lavoro stesso.<br /> Non abbiamo l’abitudine a ragionare in questi termini senza innervosirci, e un’ulteriore difficoltà sarà la non immediatezza dei progressi. Ma se manteniamo salda la nostra intenzione il risultato arriverà.</p>
<p>Possiamo restare in agguato, osservando i nostri avversari interiori senza reagire <em>subito</em>.<br /> Chi ha sentito parlare della “tecnica dell’agguato” degli sciamani raccontati da Castaneda? Vediamo come si comportano, come si muovono, che abitudini hanno Lo sconforto, Il fastidio, Il cinismo, La depressione, L’insofferenza, La sfiducia. E mentre li osserviamo, cerchiamo le tecniche da usare per riuscire ad abbandonarli, per trovarli sempre meno interessanti, come dei conoscenti del passato le cui nevrosi non ci attirano più. Ne Il potere di Adesso possiamo trovare quello che ci serve, se riusciamo a maneggiare L’insofferenza con un po’ di abilità e di lungimiranza.<br /> E così veniamo al prossimo punto:</p></div>
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				<div class="et_pb_text_inner"><p style="margin-bottom: 0cm;"><strong>3) Terzo motivo:</strong> Abbiamo aspettative troppo alte. Essere competitivi nella nostra società aiuta a vivere con più agio rispetto a chi non lo è… Almeno nel breve periodo.<br /> Ma le regole della competizione non funzionano un granché bene se applicate al campo della ricerca interiore. Voler raggiungere a tutti i costi un risultato può essere una utilissima attitudine mentale, se però ci troviamo di fronte ad un insegnamento il cui messaggio fondante è che non c’è nessun risultato da raggiungere, può diventare difficile non impazzire!<br /> Come diceva Osho, “la vita spirituale è fatta di tanti apparenti paradossi”!<br /> Il miraggio di diventare <em>come</em> Eckhart Tolle, di raggiungere l’illuminazione, di trascendere la sofferenza in un istante, può anche trasformarsi in un dolore quando si rivela irraggiungibile.<br /> È più efficace ragionare non in termini di traguardi da raggiungere, ma di <em>intenzioni da coltivare</em>. I traguardi rischiano di diventare l’innesco di una tragica gara con noi stessi, mentre le intenzioni, se sono ben scelte, possono diventare un nutrimento eccezionale per la nostra ricerca interiore, un alimento delicato che ci aiuta a cambiare senza che nemmeno ce ne accorgiamo.<br /> Pretendere troppo da noi stessi è un atteggiamento molto diffuso che produce massicce dosi di frustrazione, soprattutto quando approcciamo l’ambito spirituale. Qui non è possibile accelerare i tempi, ci viene imposta una gradualità nei progressi, talvolta problematica da accettare.<br /> Non possiamo nemmeno giocare la nostra gara sugli altri, perché non siamo in grado di conoscere <em>davvero</em> le loro vite, i travagli che hanno ogni volta preceduto i loro risvegli.<br /> Quasi tutti i grandi mistici e le grandi mistiche ci hanno descritto delle fasi tremende della loro vita, delle “Nere notti dell’anima”. Anche Eckhart Tolle racconta molto approfonditamente la disperazione di tanti suoi giorni.</p></div>
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				<div class="et_pb_text_inner"><p style="margin-bottom: 0cm;">Non sappiamo a che punto ci troviamo del nostro cammino. Di certo, oltre all’intenzione ci serve anche una buona dose di onestà. Ovvero: pretendiamo molto, ma lo sappiamo, in fondo, cosa andiamo cercando? Aspiriamo alla Liberazione? Sapremmo rinunciare, ad esempio, a tutti i nostri attaccamenti? Se non ne siamo così certi, la legge non scritta della <em>gradualità</em> dei progressi spirituali ci sta senza dubbio alleggerendo di un grande peso.</p></div>
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				<div class="et_pb_text_inner"><p style="margin-bottom: 0cm;">Se invece riteniamo di avere delle certezze riguardo i nostri desideri e le nostre delusioni, possiamo provare a meditare su ciò che una volta disse Sri Krishnamurti. Si tratta di una domanda:<br /> <em>“Se io in questo momento vi regalassi una scatola dicendovi: ecco, lì dentro c’è la vostra Liberazione, basta aprirla e sarete Liberi… Voi la aprireste?”</em></p>
<p><em> </em></p></div>
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<p>L'articolo <a href="https://www.farsiforza.org/2019/08/09/perche-vi-sta-sullanima-eckhart-tolle/">PERCHÉ VI STA SULL&#8217;ANIMA ECKHART TOLLE</a> proviene da <a href="https://www.farsiforza.org">FarsiForza.org</a>.</p>
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		<title>SAI COME FUNZIONA UN DEMONE?</title>
		<link>https://www.farsiforza.org/2019/06/26/i-demoni-e-le-parti-ombra-sono-la-stessa-cosa/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Alma]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Jun 2019 12:10:33 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[più letti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L'articolo <a href="https://www.farsiforza.org/2019/06/26/i-demoni-e-le-parti-ombra-sono-la-stessa-cosa/">SAI COME FUNZIONA UN DEMONE?</a> proviene da <a href="https://www.farsiforza.org">FarsiForza.org</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><div class="et_pb_section et_pb_section_2 et_pb_with_background et_section_regular" >
				
				
				
				
				
				
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					<h2 class="entry-title">SAI COME FUNZIONA UN DEMONE?</h2>
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				<div class="et_pb_text_inner"><p>A qualcuno di noi, ogni tanto, sorge il dubbio che all&#8217;origine di uno stato di sofferenza interiore non ci siano soltanto dei problemi psicologici, ma qualcosa di più, di diverso, di difficilmente identificabile, fatto di una sostanza sottile che sfugge alle comuni spiegazioni che usiamo per descriverci e definirci.</p>
<p><span id="more-1881"></span></div>
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				<div class="et_pb_text_inner"><p>Oggi la maggior parte degli psicologi, ma anche dei religiosi e delle religiose di diverse tradizioni, insiste molto su un punto, che si può riassumere così: dentro di noi abbiamo delle parti disfunzionali la cui origine risiede nella nostra storia personale. Queste parti disfunzionali sono, in pratica, le emozioni che non ci fanno stare bene e che sono state fortemente presenti nel nostro percorso di vita, prima attraverso i rapporti con i familiari e poi a contatto con l&#8217;ambiente sociale. In un processo di progressiva cristallizzazione, a partire dall&#8217;età della crescita, queste emozioni e questi pensieri vanno a far parte delle basi inconsce su cui si forma la nostra personalità. </p></div>
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				<div class="et_pb_text_inner"><p>Le emozioni disfunzionali agiscono influenzando la nostra vita, di solito senza che ce ne accorgiamo: le chiamiamo rabbia, invidia, paura, intolleranza, senso di inferiorità, tedio, orgoglio, ecc. Vengono anche chiamate <strong>parti-ombra</strong>, e sono <strong>molto potenti</strong>. Sono difficili da vedere in noi stessi anche se negli altri riusciamo ad individuarle con grande facilità!<br />Le parti-ombra sono così potenti da rappresentare uno dei più grandi ostacoli alla nostra evoluzione spirituale.<br />Ma perché sono così difficili da affrontare?<br />Il motivo è che, anche se consciamente non le consideriamo, tendiamo ad agire seguendo i bisogni e gli impulsi che esse ci comandano, senza esserne appunto consapevoli. Le parti-ombra risiedono nell&#8217;inconscio, ben radicate e piene di energia. In un certo senso pilotano di nascosto le nostre vite.</p></div>
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				<div class="et_pb_text_inner"><p>Come dicevo, non solo gli psicologi, ma molte religiose e religiosi del nostro tempo, che sono spesso colti e dotati di buon senso, conoscono bene e ci spiegano questo meccanismo. E fanno un ulteriore passaggio: ci rivelano che, in fondo, le nostre parti-ombra sono la traduzione in chiave moderna di quei malesseri a cui, un tempo, venivano dati i nomi dei démoni.<br /> C&#8217;è un piccolo libro interessante, &#8220;Per vincere il male&#8221;, del monaco benedettino Grun, che parla di questi argomenti e che riporta alcune descrizioni degli esseri che davano il tormento ai monaci dell&#8217;antichità: il demone dell&#8217;ira, dell&#8217;accidia, dell&#8217;orgoglio, della pigrizia&#8230; potete leggerne alcune <a href="#">qui</a>.<br /> Oggi il concetto di &#8220;démone&#8221; viene spesso associato a epoche di oscurantismo, a superstizione e ignoranza. Nella nostra società i &#8220;démoni&#8221; possono essere nominati solo come metafora di malesseri interiori clinicamente classificati. In un certo senso sono stati esorcizzati e &#8220;trasportati&#8221; nel più moderno e rassicurante territorio della psicologia. Si può così parlare dei demoni della follia, della gelosia o del gioco&#8230; con il risultato di togliere al diavolo un bel po&#8217; della sua antica aura di inquietante mistero. Con il risultato, soprattutto, di privarlo del potere di spaventarci.</p></div>
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			</div><div class="et_pb_row et_pb_row_19 et_pb_equal_columns et_pb_gutters2">
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				<div class="et_pb_text_inner"><p>Questo è un approccio intellettuale, moderno, &#8220;laico&#8221;, che porta inevitabilmente ad una conclusione, illustrata molto bene dal teologo Grun: &#8220;Non possiamo eliminare il male dal mondo, ma dobbiamo esautorarlo, riconciliandoci con esso e affrontandolo in modo adeguato&#8221;.<br />
&#8220;Esautorarlo&#8221; vuol dire togliergli autorità, quindi potere. Possiamo dunque parlare, poniamo, del demone dell&#8217;angoscia, a patto che si tratti solo di una metafora, di una convenzione: un modo di dire efficace per descrivere qualcosa di tanto sgradevole quanto sfuggente. In altre parole: non si tratta di una vera entità. Riducendo il demone a rappresentazione pittoresca di alcune nostre parti problematiche, gli togliamo un bel po&#8217; della sua forza sovrannaturale. Esce dal mistero. Esce dal buio. Diventa visibile, dicibile, e quindi meno pauroso. Per mezzo delle parole ci possiamo convincere che &#8220;il diavolo non è così brutto come lo si dipinge&#8221;.</p></div>
			</div>
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			</div><div class="et_pb_row et_pb_row_21 et_pb_equal_columns et_pb_gutters2">
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				<div class="et_pb_text_inner"><p>Ma le entità negative, i demoni, esistono oppure no? Sono il residuo di una mentalità medievale o veri e propri esseri che interferiscono con il nostro essere e la nostra vita?</p></div>
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				<div class="et_pb_text_inner"><p>Sono solo un modo diverso di chiamare le parti disfunzionali con cui dobbiamo provare a riconciliarci, oppure possiedono una loro identità e soprattutto una loro volontà con la quale agiscono su di noi?</p></div>
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				<div class="et_pb_text_inner"><p>Molti grandi esseri spirituali ci hanno lasciato testimonianza delle loro battaglie con il demonio, alcune delle quali sono poi entrate nella leggenda. Il nemico che ci descrivono non ha nulla di metaforico: è reale. Possiamo pensare al Maestro Gesù nel deserto, che è l&#8217;esempio più famoso. Oppure, per restare in area cristiana e più vicino a noi, a Padre Pio, le cui battaglie con i demoni erano così concrete da lasciargli lividi in tutto il corpo, e così violente da svegliare nel cuore della notte i suoi (spaventatissimi) confratelli in convento. E che effetto fa leggere Sri Aurobindo e Mère quando raccontano delle legioni di demoni che si sollevano per vessarci e scoraggiarci non appena nel nostro animo si fa strada un piccolo progresso spirituale? E ancora, cosa saranno mai i voladores di Castaneda, che con i loro oscuri mantelli saltano da un essere umano all&#8217;altro per &#8220;spremerci senza pietà, come polli nelle stie&#8221;?<br />
Man mano che si leggono e si confrontano queste vicende, si fa sempre più strada il sospetto che si riferiscano a esseri veri e propri, dotati di una loro identità, di una loro volontà e di una specifica capacità di agire.</p></div>
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				<div class="et_pb_text_inner"><p>Può essere inquietante pensare che alcuni dei fattori che ci influenzano non siano di origine esclusivamente psicologica, cioè &#8220;nostri&#8221;, ma attribuibili a qualche cosa di esterno che esercita una malevola pressione sul nostro essere. Se non ce la sentiamo di accettarlo, possiamo benissimo limitarci alle cure di tipo psicologico, che sono comunque benefiche.<br />
Se invece siamo disposti a includere nella nostra visione degli elementi in più, possiamo prendere in considerazione l&#8217;idea che in effetti delle forze avverse stiano interferendo con la nostra salute: mentale, emotiva, fisica e spirituale.<br />
Ricordiamo sempre che, come spiega Castaneda, queste forze si nutrono della nostra sofferenza (e di conseguenza non smettono mai di stimolarla), ma temono la nostra consapevolezza. La loro più grande forza si basa sul fatto che ci rifiutiamo di accettare la loro esistenza. In fondo, questo è il migliore modo, per un nemico, di agire indisturbato: non farci sapere che agisce. O meglio ancora: non farci sapere che esiste.</p></div>
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				<div class="et_pb_text_inner"><p>Naturalmente è una nostra responsabilità riuscire a distinguere una situazione di sofferenza psichica (che si può affrontare con una terapia ben condotta) dalle difficoltà che derivano dalla presenza, nel nostro campo energetico, di interferenze di altra natura. Quello che nessuno dice è che a governare i nostri malesseri ci sono quasi sempre i due aspetti: quello endogeno e quello delle interferenze sottili.<br />
Molte sofferenze esistenziali, anche pesanti, potrebbero essere affrontate più efficacemente se si tenessero presenti entrambi gli aspetti, sia da parte dei terapeuti che dei pazienti.</p></div>
			</div><div class="et_pb_module et_pb_text et_pb_text_24  et_pb_text_align_center et_pb_bg_layout_light">
				
				
				
				
				<div class="et_pb_text_inner"><p>Quali sono allora i più comuni indicatori di un&#8217;interferenza sottile?</p></div>
			</div><div class="et_pb_module et_pb_text et_pb_text_25  et_pb_text_align_left et_pb_bg_layout_light">
				
				
				
				
				<div class="et_pb_text_inner"><ul>
<li style="text-align: left;"> Sogni che spaventano molto, che ci svegliano nella notte e ci lasciano impauriti, perché danno la sensazione di essere reali.</li>
<li style="text-align: left;"> Sensazioni di forte oppressione.</li>
<li style="text-align: left;"> Sensazione di contrarietà, di subire qualcosa che ci rema contro, anche e soprattutto nelle piccole cose quotidiane.</li>
<li style="text-align: left;"> Cambiamenti di umore repentini, senza una spiegazione convincente e difficili da superare.</li>
<li style="text-align: left;"> Senso improvviso di vuoto, di scoraggiamento, di una diffusa perdita di significato.</li>
</ul></div>
			</div><div class="et_pb_module et_pb_text et_pb_text_26  et_pb_text_align_justified et_pb_bg_layout_light">
				
				
				
				
				<div class="et_pb_text_inner"><p>La buona notizia è questa: quando ci muoviamo nel territorio dell&#8217;ignoto, un momento di consapevolezza può essere fondamentale per tutta la nostra vita. Può essere salvifico, ed aprirci la possibilità di scoprire dimensioni più elevate e più luminose del nostro essere. A volte può perfino condurci verso una vita completamente rinnovata. </p></div>
			</div>
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			</div><div class="et_pb_row et_pb_row_25">
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				<div class="et_pb_text_inner"><p>Quando la mente fa l&#8217;<strong>enorme passo</strong> di accettare il fatto che delle entità esistono, compie un atto straordinario di <strong>ribellione contro le credenze sociali</strong>, contro il buonsenso spicciolo sia religioso che intellettuale. Mette anche in atto una certa dose di eroismo, perché sceglie di affidarsi all&#8217;intuizione (le prove di solito arrivano, ma in un secondo momento).<br />Per affrontare questa impresa abbiamo a disposizione moltissimi aiuti. Vediamone alcuni, che costituiscono il &#8220;kit di base di ogni operatore-operatrice di Luce&#8221;:</p>
<p>1. Per prima cosa dobbiamo sempre avere in mente questo: <strong>se da un lato ci sono forze ostili che ci ostacolano, dall&#8217;altro ci sono sempre potentissime Entità di Luce</strong> che hanno il compito di intervenire in nostro soccorso. Ripetiamocelo più volte durante il giorno, perché è una potente affermazione che ci dispone a chiedere (e ricevere) aiuto con più intensità.</p>
<p>2. L&#8217;altra cosa che dobbiamo sapere è: mentre le forze avverse agiscono senza chiederci il permesso, <strong>gli Esseri di Luce seguono un principio cardine dell&#8217;amore universale, che è il <em>principio di non interferenza</em></strong>. Questo significa che esse intervengono solo se noi, con fede e perseveranza, le invochiamo costantemente in nostro aiuto.</p>
<p>3. L&#8217;aiuto più potente che giunge in nostro soccorso è quello dell&#8217;Arcangelo Michele e degli Angeli del suo raggio, che dalla notte dei tempi viene invocato dalle spiritualiste, dai mistici, dagli operatori e operatrici di Luce in soccorso e sostegno nei momenti di lotta. Chiamate l&#8217;Arcangelo e i suoi Angeli, insieme ai Maestri e alle Maestre di Luce in vostro aiuto più e più volte durante il giorno, come se fosse una preghiera continua.</p>
<p>4. La continua invocazione durante il giorno farà si che, se e quando subiremo degli attacchi psichici nel sonno o durante i sogni, riusciremo a chiedere aiuto anche in quelle circostanze, sebbene non stiamo vivendo nella nostra frequenza mentale ordinaria, in cui siamo più reattivi.</p>
<p>5. &#8220;Arcangelo Michele, Maestri, vi prego aiutatemi!&#8221; Abbiate fede: essi arriveranno immancabilmente, allontanando oppure trasformando in Luce le entità che vi angosciano. Potrete anche ricevere sostegni e segni in forma materiale, ma per riconoscerli e apprezzarli dovrete coltivare la pazienza, la fiducia, la curiosità&#8230; e uno spirito giocoso, che gli Angeli apprezzano moltissimo!</p>
<p>6. Una delle preghiere più famose e più potenti è l&#8217;esorcismo di Leone X. Ripetetelo ogni volta che potete (anche quando siete in macchina o in coda a qualche sportello). Recita così:</p>
<p><em>&#8220;Oh San Michele Arcangelo</em><br /><em>difendici dalle insidie e dalle perfidie del diavolo</em><br /><em>sii tu a nostro sostegno,</em><br /><em>Gli comandi Iddìo, supplici noi ti preghiamo.</em><br /><em>Oh, Tu, Principe delle Legioni celesti,</em><br /><em>satana e gli altri spiriti maligni</em><br /><em>che a perdizione dell&#8217;umanità vagano nel mondo</em><br /><em>con divina Virtù</em><br /><em>nell&#8217;inferno discaccia.&#8221;</em></p></div>
			</div>
			</div>
				
				
				
				
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				<div class="et_pb_text_inner"><p>In conclusione, aver cura di noi stessi significa anche prestare attenzione ai nostri stati di sofferenza. Essi molto spesso hanno origine nelle nostre parti-ombra, nuclei emotivi compositi e ben radicati nella nostra storia personale. I sintomi prettamente emotivi, le cause specificamente nostre, endogene, possono essere mitigate anche da una adeguata cura psicologica.</p></div>
			</div>
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				<div class="et_pb_text_inner"><p>Ciò che origina in entità malevole a noi estranee, le quali stimolano e si nutrono del nostro malessere, può essere ugualmente affrontato, se lo vogliamo, rivolgendo le nostre richieste di aiuto alle entità benevole, con fede e costanza.</p></div>
			</div>
			</div>
				
				
				
				
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<p>L'articolo <a href="https://www.farsiforza.org/2019/06/26/i-demoni-e-le-parti-ombra-sono-la-stessa-cosa/">SAI COME FUNZIONA UN DEMONE?</a> proviene da <a href="https://www.farsiforza.org">FarsiForza.org</a>.</p>
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