CRISI DA RISVEGLIO SPIRITUALE 1. Sentirsi degli Illuminati
Come abbiamo visto in altri articoli (per esempio in Farsi Forza), ad alcune persone può capitare di uscire dai binari del “quotidiano ordinario” e di iniziare a mostrare i sintomi del cosiddetto risveglio spirituale. Si può procedere per gradi, oppure avere una grande rivelazione tutto d’un tratto.
Si parla molto e diffusamente della grande felicità, dell’euforia, del senso di promessa che questo momento regala a chi lo vive. È invece molto più raro reperire delle spiegazioni chiare sui problemi che molto spesso (insieme a tutto il resto) si manifestano; problemi non secondari, al punto che si può parlare di vere e proprie crisi da risveglio spirituale.
La diffusa ignoranza di questo aspetto crea molti danni, alcune persone possono trovarsi all’improvviso di fronte a difficoltà di cui non immaginavano l’esistenza. In seguito a ciò vengono colte da una sensazione di sconforto, di festa ingiustamente rovinata, di pericoli nascosti e difficili da affrontare. A molte, a molti, viene allora spontaneo fare un passo indietro per difendersi. Ma così facendo si perdono anche la parte bella della festa.
Per fortuna altri sono passati da questa fase prima di noi: l’hanno vissuta, ci hanno riflettuto, l’hanno elaborata e ci hanno lasciato delle informazioni e delle indicazioni molto utili a riguardo. A volte basta conoscere un po’ più a fondo le cose, per viverle meglio. Se non ci colgono alla sprovvista possiamo affrontarle con maggiore serenità, senza scoraggiarci e senza cadere nel disorientamento.
Tra i tanti che ci danno una mano, c’è il grande psichiatra (e guida spirituale) Roberto Assagioli, di cui potete trovare diversi riferimenti nel sito. Abbiamo scelto cinque passi fondamentali dal libro “Lo sviluppo transpersonale”.
Sentirsi degli Illuminati
L’apertura del canale di comunicazione fra il livello della coscienza ordinaria e quelli supercoscienti, fra l’io e il Sé e l’afflusso di luce, produce spesso una liberazione meravigliosa. Le precedenti sofferenze con i sintomi psicologici e fisici da essi prodotti scompaiono, talvolta quasi immediatamente, confermando così il fatto che essi non erano determinati da alcuna causa fisica ma dalla tensione e dai conflitti interni. In tali casi il risveglio spirituale costituisce una vera cura. Ma in altri casi, non rari, la personalità non è capace di assimilare in modo giusto l’irruzione della luce e delle energie. Ciò avviene quando la mente non è equilibrata, o le emozioni e l’immaginazione non sono dominate, quando il sistema nervoso è troppo sensibile, oppure quando l’impeto della energia spirituale è totalizzante nella sua intensità.
L’incapacità della mente a sostenere l’illuminazione, o la tendenza all’egocentrismo o alla presunzione possono far sì che l’esperienza venga interpretata erroneamente e le energie spirituali che affluiscono possono avere l’effetto di alimentare e inorgoglire l’io personale.
Ho potuto osservare un esempio estremo di questo effetto nocivo nell’Ospedale Psichiatrico di Ancona. Uno degli ospiti, un uomo piccolo, semplice, ex fotografo, dichiarava tranquillamente e persistentemente di ‘essere Dio’. Intorno a questa idea centrale aveva sviluppato una serie di illusioni fantasiose: di eserciti celesti al suo comando, ecc. Al tempo stesso egli era la persona più pacifica, gentile e compiacente che si possa immaginare, sempre pronto a rendere servigi ai medici e ai malati. Ispirava tanta fiducia ed era così accurato che gli erano state affidate la preparazione di medicine e perfino le chiavi della farmacia. La sola pecca nel suo comportamento consisteva nell’appropriarsi dello zucchero per far piacere ad alcuni degli altri ricoverati.
Probabilmente dei medici con una mentalità materialistica avrebbero considerato questo malato semplicemente come affetto da schizofrenia paranoide, ma questa ‘etichetta diagnostica’ aiuta poco o punto a comprendere la vera natura e le cause di quei disturbi. È perciò opportuno prendere in considerazione la possibilità di una interpretazione più profonda delle illusorie convinzioni di quell’uomo.
L’esperienza interna del sé spirituale e la sua associazione e compenetrazione con l’io personale conferiscono a coloro che le vivono un senso di grandezza e di espansione interna, la convinzione di partecipare in qualche modo alla natura divina.
È importante riconoscere chiaramente, e tenere sempre presente, in teoria ed in pratica, la differenza esistente fra il Sé spirituale (quello che è stato chiamato la ‘Sorgente’ il ‘Centro’, l”Essere profondo’, l”Apice’ di noi stessi) e la piccola personalità ordinaria, il piccolo ‘sé’ o ego, di cui siamo normalmente coscienti. La mancanza di questa distinzione vitale produce conseguenze erronee e pericolose.
Tale distinzione dà la chiave per comprendere lo stato mentale del malato del quale ho parlato e di altri affetti da forme estreme di autoesaltazione e di autoglorificazione. Il fatale errore di tutti coloro che divengono vittime di quelle illusioni è di attribuire al loro ego o ‘sé’ personale le qualità ed i poteri del Se transpersonale o spirituale. In termini filosofici, si tratta della confusione fra una verità assoluta e una relativa, fra il livello metafisico trascendente e quello empirico della realtà.
Esempi di tale confusione non sono rari fra persone che rimangono abbagliate dal contatto da verità troppo grandi, da energie troppo intense per la loro comprensione mentale e la loro capacità di assimilazione. Non è difficile osservare esempi di simili illusioni in numerosi seguaci fanatici di diversi culti.
Se un individuo è attivo e impulsivo può essere facilmente indotto dall’eccitamento del risveglio interno ad assumere il ruolo del profeta o del salvatore: può fondare una nuova setta e iniziare una campagna di spettacolare proselitismo.
In alcuni individui sensitivi si produce un risveglio di percezioni parapsicologiche: hanno visioni, che ritengono manifestazioni di esseri sovrumani; possono udire ‘voci’, o scrivere automaticamente, accettando i messaggi senza discuterli, e obbedendo ad essi senza riserve. La qualità di tali messaggi è molto varia; talvolta contengono insegnamenti elevati, ma in ogni caso dovrebbero essere esaminati con molto discernimento e sano giudizio, senza lasciarsi influenzare dalla loro origine inconsueta né da eventuali asserzioni dei loro pretesi trasmettitori. Non si deve attribuire alcuna validità a messaggi che contengono ordini perentori e comandi di obbedienza cieca, così pure a quelli che tendono ad esaltare la personalità del ricevente.
[Da Lo sviluppo transpersonale, Roberto Assagioli, Astrolabio]
