CRISI DA RISVEGLIO SPIRITUALE 2. Su e giù, dalle stelle alle stalle

da | Crisi da risveglio

Ribadiamo un concetto già espresso nell’Introduzione: il risveglio spirituale è una cosa bellissima, ma è fondamentale sapere che porta con sé anche alcune difficoltà. Una delle difficoltà più grandi è dovuta al fatto che nessuno dice mai che ci sono!

Così chi comincia a star male si sente via via sempre più confuso, e magari anche in colpa (perché dovrebbe invece stare benissimo, dato che ha visto la Luce!).
Nel brano che segue viene fatta una affettuosa ma realistica analisi dei guai, delle “discese”, delle “cadute” a cui possiamo andare incontro. Affiancata da tanti pensieri su come potremmo affrontare tali ostacoli. Il punto che non dovremmo mai dimenticare resta comunque quello con cui Assagioli conclude, ossia:“Il riconoscere che quella discesa o ‘caduta’ è un evento naturale, arreca un grande sollievo al soggetto e lo incoraggia”.
Ma partiamo dall’inizio

Le reazioni che accompagnano questa fase sono molteplici e spesso si producono dopo un certo tempo dal risveglio. Come è stato detto, un risveglio interno armonico è caratterizzato da senso di gioia e illuminazione mentale che dà una nuova visione del significato e dello scopo della vita; esso disperde molti dubbi, offre la soluzione di molti problemi e conferisce un senso di sicurezza. Si ha l’intuizione che “la Vita è una”, e un’onda d’amore si riversa dall’individuo risvegliato verso i suoi fratelli e verso l’intera creazione. Sembra che la sua precedente personalità, con i suoi angoli e tratti sgradevoli sia scomparsa e un nuovo individuo amorevole e amabile sorride agli altri e al mondo intero, pieno di desiderio di far cose gradite, di servire, di condividere le ricchezze spirituali recentemente acquisite, la cui abbondanza gli appare tanto grande da non poter essere in lui contenuta.
Tale stato di gioiosa stimolazione può durare per periodi che variano a seconda dell’individuo; ma è destinato a cessare. II sé personale è stato pervaso solo temporaneamente, ma non è stato trasformato in modo permanente. L’afflusso di luce e di amore è ritmico come tutto nell’universo; dopo un certo tempo si attenua o cessa e l’alta marea è seguita dalla bassa marea.
Questa esperienza è, necessariamente, molto penosa e in alcuni casi può produrre forti reazioni e seri disturbi. L’io personale si ridesta, si afferma con rinnovata forza; le pietre e i detriti che erano stati sommersi dall’alta marea affiorano di nuovo. L’essere umano, la cui coscienza morale è ora divenuta più raffinata ed esigente, la cui sete di perfezione è divenuta più intensa, giudica con maggior severità e condanna con nuova veemenza la propria personalità, tanto da ritenere erroneamente di essere caduto più in basso di prima. Inoltre spesso avviene che le tendenze e gli impulsi inferiori, prima sopiti nell’inconscio, vengano vivificati dall’impetuoso afflusso delle energie superiori o si ribellino aspramente contro le nuove aspirazioni e i nuovi compiti che costituiscono una minaccia alle loro manifestazioni non dominate.
Qualche volta la reazione diviene sì intensa da indurre l’individuo a negare il valore e la realtà della recente esperienza. Dubbi e critiche pervadono la sua mente, tanto che egli è tentato di considerare tutto come una illusione, una fantasia, oppure una esaltazione emotiva. Egli diviene amaro e sarcastico, mette in ridicolo se stesso e gli altri e giunge a mettersi contro ai propri ideali e aspirazioni più elevate.
Eppure, per quanto egli tenti di farlo, non può ritornare ad essere quello di prima; egli ha avuto una esperienza e una visione la cui bellezza e il cui potere di attrazione rimangono presenti in lui malgrado ogni sforzo per negarli. Egli non può accettare la vita di ogni giorno come prima ed esserne soddisfatto. Una ‘divina nostalgia’, lo tormenta e non gli dà pace. Talvolta la reazione assume un’intensità morbosa e produce uno stato di depressione e anche di disperazione accompagnata da impulsi di suicidio. Ciò presenta una stretta rassomiglianza con la espressione psicotica o ‘melanconia’, la quale è caratterizzata da un acuto senso di indegnità, da una sistematica svalutazione di sé e di autoaccusa, fino all’impressione di essere in uno stato infernale e all’illusione di essere irrimediabilmente dannato. Vi è inoltre un acuto e penoso senso di incapacità intellettuale; una paralisi della volontà con indecisione, incapacità e disgusto per l’azione.
Ma nel caso di coloro i quali hanno avuto un risveglio interno o una qualche misura di realizzazione spirituale tali disturbi non debbono essere considerati come una semplice condizione patologica; essi hanno cause psicologiche specifiche.

[Da Lo sviluppo transpersonale, Roberto Assagioli, ed. Astrolabio]

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