Raccontare l’orto: coriandolo

Il CORIANDOLO
Una delle gioie nel mangiare un buon piatto indiano è di mordere un seme fortuito di coriandolo e sperimentare una piccola esplosione di aroma in bocca. Il coriandolo è stato tenuto in gran considerazione in Oriente sin dai tempi più antichi: è anche una delle erbe amare prescritte che si mangiano in occasione della Pasqua ebraica. Gli erboristi inglesi ritenevano che “stimolasse le passioni” (Robert Turner, nel suo British Physician). Tuttavia è una vecchia tradizione dei bambini inglesi acquistare piccole confetture fatte di semi di coriandolo ricoperti di zucchero. Quali effetti avessero sulle loro passioni lo ignoriamo, ma consumati in considerevole quantità i semi agiscono come un narcotico. Il coriandolo ha la sua importanza nella distillazione del gin e nel conferire aroma ai liquori. I Greci e Romani ne facevano uso – questi ultimi per dare l’aroma ad un aceto che versavano sulla carne allo scopo di preservarla. Lemery ci informa che il coriandolo “mitiga un fiato puzzolente”, Gerard che “diminuisce lo strabismo”. E Grieve, nel suo Modern Herbal, trascrive una vecchia ricetta domestica per una polvere di curry: “Un’oncia di zenzero, un’oncia di semi di coriandolo, un’oncia di seme di cardamomo, un quarto di oncia del migliore Caienna, tre once di curcuma. Fate polverizzare i migliori ingredienti in bottega ed inviate a casa vostra in pacchetti distinti. Mescolateli bene, poi mettete il miscuglio così ottenuto in una bottiglia a collo largo, tappate bene, e tenetela in un luogo asciutto”.
LA COLTIVAZIONE
La pianta, con fiori riuniti a ombrella, frutti globosi e foglie simili a quelle del prezzemolo ma più chiare, è tipica delle regioni mediterranee. Seminate i semi nella tarda primavera. Dopo la fioritura e quando i semi diventano marroni, estraete le piante dal terreno e appendetele ad asciugare. Asciugate bene i semi prima di usarli o avranno un sapore amaro.
GLI USI
Gli abitanti del Perù amano il profumo e il sapore del coriandolo e lo usano molto in cucina, specialmente per aromatizzare le zuppe. Mentre le foglie e i frutti verdi hanno un odore forte non del tutto piacevole, il frutto secco ha un aroma delicato. Anche i Romani lo stimavano; infatti lo portavano e lo seminavano nelle terre conquistate.
