DUE MAESTRI, UN’UNICA VIA (fine)
Dall’ambito ristretto dei rapporti interpersonali (a due, familiari, sociali) trattati nelle ultime pagine ci possiamo spostare progressivamente verso un ambito sempre più vasto, che potenzialmente può raggiungere l’umanità intera. Questo è un punto che è sempre stato caro ad Assagioli, che infatti nel suo disegno dell’ovoide include anche l’inconscio collettivo e il contatto con la coscienza universale, che può avvenire proprio attraverso il Sé.
Assagioli diede sempre uno spazio prioritario alla formazione di una coscienza collettiva, alla collaborazione e alla solidarietà non solo tra i singoli ma anche tra le nazioni, al pacifismo, alla costruzione di quei Retti rapporti umani che possono esistere solo se inizierà a formarsi, in ognuno di noi, una forte coscienza fondata sulla capacità di coltivare una Volontà buona, una Volontà saggia, una Volontà transpersonale. Così ce ne parla:
“Per attuare Retti Rapporti dobbiamo mettere in pratica varie qualità: senso di responsabilità, comprensione, compassione, amore ed innocuità, tutti anelli della stessa catena dei Retti Rapporti che devono essere creati anzitutto nei nostri cuori.
È questo il problema basilare: lo stabilire questo giusto atteggiamento entro noi stessi, atteggiamento che determinerà Retti Rapporti, abbattendo barriere e rendendo possibile la loro manifestazione fra noi e gli altri. Noi facciamo quotidianamente esperimenti nell’arte dei Retti Rapporti anche se spesso in modo inconsapevole. Ogni giorno, mediante tutti i necessari atti di collaborazione e i nostri vari contatti col prossimo, noi facciamo esperimenti pratici e ricaviamo esperienza dai vari aspetti, gradi e tipi di rapporti. Inoltre, andiamo continuamente sviluppando tutto ciò nei livelli interni, mediante il nostro pensare e sentire. Attraverso le varie epoche vi sono stati molti esponenti dei Retti Rapporti Umani. Molti pensatori li hanno insegnati in un modo o in un altro; tutti coloro che si sono prodigati per la libertà umana, per la giusta e libera associazione fra gli uomini, hanno aiutato ad indicare la giusta direzione alle correnti contrastanti ed a meglio orientare i confusi rapporti che tanto spesso sono apparsi nei vari stadi della nostra civiltà e della nostra cultura.
È bello pensare che noi tutti costituiamo una sola ‘famiglia umana’ e sebbene questo riconoscimento sia stato ostacolato dall’individualismo e dall’autoaffermazione (che d’altronde hanno costituito uno stadio necessario) siamo ora ad un punto in cui il delicato equilibrio tra l’individualità e la socialità può cominciare ad essere attuato. La Legge dei Retti Rapporti Umani riguarda l’intelligente partecipazione alla vita sociale; ciò è diverso dal conformismo irriflessivo e dall’‘istinto gregario’. È quali individui autocoscienti che dobbiamo tentare di inserire appropriatamente le nostre piccole personalità nel mosaico della vita dell’Umanità Unita.”
Mi piace pensare che ci sia un ponte ideale ed umano proprio su questo punto conclusivo (e decisivo), tra Assagioli e Tolle. Credo che entrambi appartengano a quel piccolo gruppo, sempre più in espansione, di “pensatori che si sono prodigati per la giusta e libera associazione umana”. Insegnanti che hanno dato e danno il loro prezioso contributo per orientare l’umanità avviluppata nella confusione e debilitata dalle spinte egoistiche individuali, combattendo contro i messaggi martellanti del pensiero unico, che spinge verso “il conformismo irriflessivo e l’istinto gregario”.
Sono molto grata a questi due Maestri per il modo in cui ci indicano una via, così intriso di umanità, di profondità e di intelligenza.
Ho scelto di lasciare le parole di Assagioli come conclusione di questa tesi, proprio perché sintetizzano il fine ultimo di questo percorso: uscire un po’ più da noi stessi, attraverso la maturazione, il cambiamento e la crescita, per scoprire il legame sacro che abbiamo con il mondo e con il creato. Questo senso di comunione non può che essere l’esito di una ricerca e di un cammino, ma deve anche essere un richiamo, un appello costante nella vita di tutti i giorni. Sentirsi parte di un Tutto vuol dire anche sentirsi meno soli, meno isolati, e più fiduciosi verso le infinite possibilità dell’animo umano di percepire la luminosità della Vita.
