DUE MAESTRI, UN’UNICA VIA (cap. 6)

| di GAIA S. LAMON |
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~ La Presenza ~

Ma cos’è esattamente per Tolle la Presenza? Nel brano successivo ne dà una definizione ampia, approfondita, precisa. Ritorna sulla descrizione dell’osservatore silenzioso, che abbiamo già incontrato più volte, e su come porsi per contattarlo. La psicosintesi, per raggiungere lo stesso obiettivo ci offre l’esercizio di disidentificazione. Ma il significato di fondo, in entrambi i casi, è lo stesso.

“Attraverso l’osservazione di sé, automaticamente entra nella vostra vita una maggiore presenza. Nel momento in cui ci si rende conto di non essere presenti, si è presenti. Ogni volta che si può osservare la propria mente, non si è più intrappolati in essa. È comparso un altro fattore, qualcosa che non è della mente: la presenza testimone. Siate presenti come osservatori dei pensieri e delle emozioni nonché delle vostre reazioni nelle varie circostanze. Notate anche quanto spesso la vostra attenzione è rivolta al passato o al futuro. Non giudicate né analizzate ciò che osservate. Guardate il pensiero, percepite l’emozione, osservate la reazione. Allora percepirete qualcosa di più potente di ognuna di quelle cose che osservate, la presenza stessa, tranquilla e osservatrice al di là della mente: l’osservatore silenzioso”.

Qui Tolle si sofferma proprio sui nostri schemi “ripetuti mille volte”, che ci danno l’illusione di avere una identità fatta di certe caratteristiche, e di cui finiamo per essere schiavi, proprio perché identificati con essa. E ci esorta invece a vivere pienamente la realtà del momento, usando pienamente i nostri sensi, permettendoci di vivere le cose così come sono. Questo è un lusso che in pochi si permettono. Anzi, come sottolineano Thorne e Mearns, è un lusso che siamo spesso più disposti a concedere agli altri piuttosto che a noi stessi!
Osservare il respiro, i suoni, la luce, i colori, le sensazioni, senza giudicare e senza giudicarci è ciò che aiuta a vivere con intensità sempre più profonda “il momento”. E il momento di Adesso, questo momento, è tutto ciò che abbiamo. È ciò in cui l’Io vive e si manifesta.
Poi Tolle aggiunge due elementi ulteriori su cui riflettere: il Passato e il Futuro. Entrambi, nelle loro caratteristiche negative, contribuiscono a creare quegli schemi ripetitivi di cui ho già parlato e, contemporaneamente, a diminuire la nostra libertà, a sottrarci alla vita. Perché creano ansia, stress e preoccupazione (nel caso del futuro) e rimorsi, sensi di colpa, rancore e mancanza di perdono nel caso del passato:

“Il momento presente è tutto ciò che abbiamo. Non vi è mai un momento in cui la nostra vita non sia “questo momento”. Nello stato di consapevolezza normale, identificato con la mente ovvero non illuminato, la potenza e le potenzialità creative racchiuse nell’Adesso sono completamente oscurate dal tempo psicologico. La nostra vita allora perde la sua vibrazione, la sua freschezza, il suo senso di stupore. I vecchi schemi vengono recitati in commedie ripetute infinite volte, come copioni della vostra mente che vi forniscono un’identità di qualche tipo ma distorcono o nascondono la realtà dell’Adesso. La mente allora crea un’ossessione per il futuro come fuga dal presente insoddisfacente.
Disagio, ansia, tensione, stress, preoccupazione (tutte forme di paura) sono causati da un eccesso di futuro e da un’insufficienza di presente. Senso di colpa, rimorso, risentimento, rancore, amarezza e ogni forma di mancato perdono sono causati da un eccesso di passato e da un’insufficienza di presente.
La Presenza è la chiave per accedere alla libertà, per cui potete essere liberi soltanto adesso.
Dimenticate per un po’ la vostra situazione di vita e prestate attenzione alla vostra vita.
Quando siete pieni di problemi, non vi è spazio per lasciare entrare niente di nuovo, non vi è spazio per una soluzione. Allora, quando potete, cercate di creare un po’ di spazio per trovare la vita dietro la vostra situazione di vita. Utilizzate pienamente i vostri sensi, siate dove vi trovate. Guardatevi attorno, limitandovi a guardare, senza interpretare. Osservate la luce , le forme, i colori, la consistenza. Prendete consapevolezza della presenza silenziosa di ogni cosa, dello spazio che consente ad ogni cosa di essere. Ascoltate i suoni, senza giudicarli. Osservate il ritmo della vostra respirazione; percepite l’aria che entra e esce, percepite l’energia vitale dentro il vostro corpo. Consentite ad ogni cosa di essere, dentro di voi e al di fuori. Permettete l'”essere così” di tutte le cose. Entrate in profondità nell’Adesso.
Vi state lasciando alle spalle il mondo privo di vita dell’astrazione mentale, del tempo. State uscendo dalla mente folle che vi svuota di energia vitale, così come lentamente avvelena e distrugge la Terra. Vi state risvegliando dal sogno del tempo, entrando nel presente.
State spezzando schemi mentali che dominano la vita umana da millenni. Schemi mentali che hanno creato sofferenza inimmaginabile su larga scala. Non uso la parola “male”. È più utile chiamarla inconsapevolezza”.

Per concludere la lettura di questo capitolo, un ultimo sguardo, più specifico, su ciò che “Il potere di Adesso” racconta sul passato e sul futuro. Tutte e due queste categorie esistono, secondo Tolle, per portarci lontano dal Presente, cioè dall’Adesso. Ma possiamo anche dire che sono due categorie che utilizziamo continuamente nella nostra vita, per leggere, classificare, confrontare gli avvenimenti reali e ciò che ci succede dentro. Possiamo anche dire che passato e futuro “collaborano” attivamente alla costruzione di molte subpersonalità. Per esempio (nel caso del futuro) quelle sempre preoccupate di cosa succederà, quelle che non reggono l’incertezza e quelle che vorrebbero controllare tutto, quelle che -al contrario- decidono di infischiarsene… E poi ancora (in relazione al passato) le sub paurose, rancorose e vendicative, insoddisfatte, nostalgiche, apprensive… ci sono sempre un po’ di passato e un po’ di futuro, nel nostro teatro interiore, nella creazione delle nostre parti. Prenderne atto, secondo me, è un aiuto in più nel lavoro di individuazione delle subpersonalità: rappresenta un ulteriore arricchimento, una ulteriore possibile chiave di lettura.
Ecco come Tolle si esprime sul passato e sul futuro:

Il futuro
“Siete preoccupati? Pensate spesse “e se succede…”? Vi identificate con la vostra mente, che proietta se stessa in una futura situazione immaginaria e crea paura. Non vi è modo di far fronte a una tale situazione, perché non esiste. È un fantasma mentale. Potete fermare questa follia che corrode la salute e la vita semplicemente riconoscendo il momento presente. Prendete consapevolezza del vostro respiro. Percepite l’aria che entra e che esce dal corpo. Percepite il vostro campo energetico interiore. Tutto ciò che dovete affrontare e gestire della vita reale (contrariamente alle proiezioni mentali e immaginarie) è questo momento.

“Un giorno ce la farò”. Siete abituati ad “aspettare”? Non è insolito trascorrere la propria vita aspettando di cominciare a vivere. L’attesa è uno stato d’animo. Sostanzialmente significa che voi volete il futuro; non volete il presente. Non volete ciò che avete e con l’attesa create inconsapevolmente un conflitto tra il vostro qui e ora, dove non volete essere e il futuro proiettato, dove volete essere. Questo riduce grandemente la qualità della vostra vita, facendovi perdere il presente.”

Quando mi sento scontenta di quello che sto facendo, e inizia a salirmi quella insofferenza anche per le piccole cose pratiche di ogni giorno che peggiora di ora in ora… so che posso fermarmi, pensare che “non sono io”, ma che sta parlando una parte di me costantemente infelice per quello che ha e che vive. Una parte che vorrebbe sempre essere altrove, chissà dove, a fare chissà cosa… Sono anche io tra quelli che “trascorrono la propria vita aspettando di cominciare a vivere”, ebbene sì! Ma ho scoperto che posso fermarmi a vedere quello che sto facendo, e “scuotermi”. So che non devo cercare chissà quale stato di imperturbabilità o di illuminazione, ma soltanto rendermi conto che sono “immersa in un’identificazione” . Utilizzo (anche) questi suggerimenti, che sono di Tolle, ma che assomigliano in modo impressionante a quelli del nostro Assagioli, anche se utilizzano la chiave del passato e del futuro come metodo di riflessione e di ragionamento:

“Dovete rinunciare all’attesa come stato d’animo. Quando vi sorprenderete a scivolare nell’attesa… scuotetevi da questa situazione. Arrivate al momento presente, Cercate semplicemente di essere e di divertirvi ad essere. Se siete presenti, non c’è mai alcuna necessità di aspettare alcunché.
Più praticate la sorveglianza del vostro stato mentale-emozionale interiore, più vi sarà facile sapere quando siete intrappolati nel passato e nel futuro, vale a dire nell’inconsapevolezza.

Quando siete immersi nelle identificazioni, perdete completamente lo scopo interiore del viaggio, che non ha niente a che fare con il dove state andando o con il che cosa state facendo, ma riguarda esclusivamente il come.”

Ecco un altro passo verso il ridimensionamento delle aspettative. Verso il godersi il viaggio per quello che è, indipendentemente dal cosa accade, ma concentrando tutta la nostra attenzione sul come.
Questo, tra l’altro, è un tema che ritorna in tutti i testi che trattano il lavoro del counseling psicosintetico, dal “Counseling centrato sulla persona”, a “Lo sviluppo del Sé”, a “Il counseling psicosintetico”.
Il nostro viaggio esteriore può essere composto da un milione di passi; ma il nostro viaggio interiore ne ha uno solo: il passo che compiamo in questo momento e il modo in cui lo compiamo.
E concludiamo con uno sguardo sul concetto di passato:

Il passato
“Il passato non può sopravvivere in vostra presenza.
Il potere di Adesso è la potenza della vostra presenza, la vostra consapevolezza liberata.
Per cui dovete affrontare il passato al livello del presente. Più attenzione rivolgete al passato, più lo rifornite di energia e più è probabile che da questo vi costruiate un “sé”.
Prestate attenzione al presente; prestate attenzione al vostro comportamento, alle vostre reazioni, pensieri, stati d’animo, paure e desideri a mano a mano che si verificano nel presente. È questo il passato dentro di voi. Se riuscite a osservare o a essere presenti per osservare queste cose senza giudizi, allora affrontate il passato e lo dissolvete attraverso la potenza della vostra presenza. Non potete trovare voi stessi entrando nel passato. Troverete voi stessi arrivando al presente”.

In queste ultime righe, ritorna l’idea del costruirsi un falso sé e della difficoltà che incontriamo nell’essere “noi”. Ciò accade anche quando viviamo rivolti al passato o al futuro, perché allora siamo immersi in qualche parte che ci porta lontano dal qui-e -ora, il che implica che non possiamo avere un atteggiamento disidentificato.
La vera autoidentificazione, ci dice Tolle, può avvenire soltanto nel presente. Questo è il potere di Adesso.

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