DUE MAESTRI, UN’UNICA VIA (cap. 7)

| di GAIA S. LAMON |
7
~ Il Sé e il Supercosciente ~

Più radioso del sole
Più puro della neve
Più sottile dell’etere è il Sé
lo spirito dentro di noi,
Noi siamo quel Sé, quel Sé siamo noi (Assagioli in “Verso la luce”)

Qualche parola a parte meritano i concetti di Sé e di supercosciente, così come sono intesi dalla psicosintesi, e poi confrontati e integrati con quanto ne dice Tolle. Perché si tratta di concetti che sia nella pratica psicosintetica, sia ne Il potere di Adesso, sono sempre presenti, in modo trasversale e costante.
Assagioli, in un famoso passo, dice che nella nostra epoca “l’anima è passata di moda”. C’è infatti tutta una parte della psicosintesi che si occupa di elementi fondamentali nella vita umana, che di rado sono presi in considerazione dalla psicologia “classica”. E che sono trascurati e messi da parte anche nella vita quotidiana delle persone… Possiamo chiamarli contenuti “transpersonali”. In “Lo sviluppo transpersonale” (raccolta di testi di Assagioli sull’argomento) troviamo scritto: “Questa Realtà è spesso stata chiamata trascendente, ma noi non useremo questo termine per indicare qualcosa di astratto, di remoto. Chi ne ha avuto percezioni fugaci attesta che essa è sentita come qualcosa di più reale, duraturo e sostanziale del mondo di tutti i giorni, come la vera radice ed essenza dell’essere, come vita più abbondante”. E a me sembra che questo coincida con il richiamo ad una vita più piena, più libera, più vera e “più abbondante” di Eckhart Tolle…
Il supercosciente in psicosintesi si trova nella parte superiore dell’inconscio, ed è una realtà. Noi possiamo avere l’esperienza cosciente di alcuni contenuti che abitualmente risiedono nel supercosciente quando, in certi momenti speciali, entrano nel campo della coscienza. Alcuni esempi di questi elementi sono: senso di pienezza, integrazione, totalità, di vitalità, di intensità di vita; senso di ricchezza e semplicità, senso di bellezza, ideali, etica -i nostri valori “alti”-, assenza di sforzo, spontaneità, giocosità, humor, senso di indipendenza e libertà interiore, autosufficienza spirituale, ma anche tutti i nostri doni e i nostri talenti. Sono, per intenderci, i valori che Maslow ha individuato come propri delle persone che hanno sperimentato un elevato grado di autorealizzazione. E sono anche le caratteristiche che Tolle stesso ci indica come rivelatrici di una buona salute spirituale, quella che per lui si raggiunge quando siamo totalmente presenti nell’Adesso, cioè quando siamo più pienamente e autenticamente noi stessi.
In tutti i casi e gli esempi che i nostri autori riportano, parliamo di persone che hanno sperimentato un allargamento della coscienza, un senso di pace e di unità con tutti gli esseri proprio perché si sono aperte, sanno essere aperte a questi contenuti, che dal Superconscio irrompono nel nostro campo di coscienza. Un’ “irruzione” che, come spiega Assagioli, bisogna sapere evocare, chiamare, realizzare, ma anche e soprattutto gestire per evitare che si scatenino in noi forme di resistenza e di opposizione. Non di rado infatti, in queste circostanze, insorgono quei meccanismi di difesa a cui Assagioli dà il nome di “paura del sublime” e che anche Tolle mette in evidenza quando parla della paura che emerge quando la nostra identità ordinaria viene minacciata.
Bisogna però specificare che c’è una netta distinzione, in psicosintesi, tra il concetto di supercosciente e quello di Sé superiore. In “Lo sviluppo transpersonale” si legge: “nel supercosciente vi sono elementi, contenuti di vario genere, attivi, dinamici, mutevoli che partecipano alla corrente della vita psichica nel suo insieme. Invece il Sé è immobile, stabile, immutabile; quindi diverso da essa. (…) questo senso di permanenza è trasmesso, per quanto in modo attenuato, dal Sé spirituale al suo riflesso, l’io cosciente, personale, attraverso l’avvicendarsi dei mutevoli contenuti della coscienza”. L’io cosciente, in pratica, è solo un pallido riflesso della perenne, immortale essenza dell’io spirituale, del Sé. Il Sé, nel diagramma dell’ovoide di Assagioli si trova all’estremo superiore della personalità, in parte entro di essa (in rapporto di continuità col supercosciente), in parte al di fuori. Questo è emblematico della sua natura, individuale e universale allo stesso tempo.
Ora diciamo che, mentre a noi tutti è possibile sperimentare gli influssi degli elementi del supercosciente e anche di quelle energie che il Sé irradia attraverso il riflesso dell’Io, l’esperienza diretta del Sé rimane per la quasi totalità degli esseri umani una meta irraggiungibile! E nei rarissimi casi in cui tale esperienza ha luogo è essenzialmente ineffabile, non esprimibile a parole: si prova, così ci dicono i pochi che l’hanno provata, “un senso di allargamento, di espansione senza limiti, pervaso da intensa gioia e beatitudine(…) Qui si viene a contatto col mistero, con la Realtà suprema. Di questo -dice sempre Assagioli- non posso parlare; è oltre i confini della scienza, della psicologia. Ma la psicosintesi può aiutare ad avvicinarsi a quella soglia, e questo è già molto”.
Come ho già raccontato nell’introduzione a questa tesi, Eckhart Tolle appartiene invece a quel ristretto numero di individui che hanno avuto il privilegio di vivere in modo diretto questa esperienza. Riporto nuovamente le sue parole che ho già citato nell’introduzione: “Udii le parole “non opporre resistenza” dentro il mio petto. Mi sentivo risucchiato in un vuoto… Improvvisamente non ebbi più paura e mi lasciai cadere in quel vuoto. Fui risvegliato dal cinguettio di un uccello. Non avevo mai udito un suono simile. Avevo gli occhi ancora chiusi e vedevo l’immagine di un diamante meraviglioso (…) Per i successivi cinque mesi vissi in uno stato di profonda beatitudine. Tale abbandono doveva essere stato così completo che questo sé falso e sofferente era crollato. Allora, ciò che rimaneva era la mia vera natura di onnipresente io sono: consapevolezza allo stato puro prima dell’identificazione con la forma”.
Da allora la sua vita è stata completamente trasformata; come direbbero i maestri orientali, ha vissuto, in questa vita terrena, l’esperienza della “liberazione”. Ha poi scelto la via dell’insegnamento, non solo in aiuto di chi segue quella che in psicosintesi viene chiamata la Via dell’Illuminazione, ma a vantaggio di tutti i ricercatori in cammino, indipendentemente dalla Via in cui essi si trovano, perché la meta comune a tutti noi è in fondo la stessa: il ricongiungimento con l’Uno.
Come ci spiega Assagioli quando tratta I tipi umani, ci sono persone la cui personalità è caratterizzata da una forte impronta mistica, di ricerca spirituale; per queste l’ insegnamento di Tolle rientra nelle proprie corde, viene loro spontaneo sintonizzarsi su questa “lunghezza d’onda”. Altri, invece, sono soggetti con una tendenza più attivo-pratica, cioè molto versati nell’interazione con la materia e meno sul fronte transpersonale, che hanno invece come compito psicosintetico quello di approfondire un po’ di più gli aspetti relativi alla ricerca interiore. Io penso che “Il potere di Adesso” sia potenzialmente utile a tutti, indipendentemente dall’indole più o meno contemplativa!
Su questo punto mi sono già soffermata in precedenza. Trovo che sia molto interessante il fatto che Tolle parta dal lavoro sul corpo, dalla presenza nel corpo, per risalire e collegarsi al nostro aspetto più spirituale. Nelle sue parole, possiamo vedere come per lui, in un certo senso, non ci sia una separazione tra la nostra vita fisica e la vita eterna, non manifestata. Per Tolle, ma anche per molti altri autori tra cui ad esempio Ken Wilber, possiamo vivere attraverso la profonda comunione con il corpo, la comunione con il divino:
“Ciò che percepite come struttura fisica densa chiamata corpo, che è soggetta a malattia, vecchiaia e morte, non è in definitiva reale, non è voi. (…) Ma non distoglietevi dal corpo, perché all’interno di un tale simbolo di impermanenza e limitazione, si nasconde lo splendore della vostra realtà essenziale e immortale. Non combattete contro il corpo, perché così facendo combattete contro la vostra realtà. Al di sotto del corpo che potete vedere e toccare vi è il corpo interiore invisibile, la porta che conduce all’Essere, alla Vita Non Manifestata. Attraverso il corpo interiore voi siete inseparabilmente connessi a questa Unica Vita non manifestata, priva di nascita e di morte, eternamente presente. Attraverso il corpo interiore, voi siete sempre in unione con Dio”.

Questo tipo di approccio, tra l’altro, non è assolutamente estraneo alla psicosintesi, anzi, si ritrova in testi di diversi autori, soprattutto quelli che presentano anche gli aspetti più esoterici, spirituali (legati quindi alla teosofia) e transpersonali della psicosintesi.
A tal proposito mi fa piacere citare una autrice psicosintetista, Angela La Sala Batà, nella cui opera mi sono imbattuta negli ultimi mesi e mi è stata grande giovamento: “Medicina psicospirituale” ed. La Nuova Era. Ella annota: “Il corpo fisico è il più esterno dei (nostri) veicoli, ed è ritenuto essere solo uno strumento di espressione e di esperienza del Sé sul piano materiale. Pertanto non vi è una “scissione” tra spirito e materia, ma solo una gradualità di livello vibratorio, perché tutti gli aspetti del Sé, ed anche il veicolo fisico, sono stati emanati dal Sé stesso, per potersi esprimere”.

Per concludere questo capitolo, non posso che citare un illuminante e…sintetico passaggio di Ferrucci, in Esperienze delle vette, che mi sembra riassumere nel modo più brillante quanto è stato fin qui detto:
“Per molti il corpo è un ostacolo o una prigione. Ma per altri il mondo puro, vasto e creativo dello spirito trova proprio nella materia, non fuori di essa, la sua realizzazione più completa.
[…] Il cammino verso il Sé, allora, non è compiuto malgrado, ma tramite il corpo. L’ostacolo diventa uno strumento: da marchio dell’individualità e dell’isolamento, il corpo diviene simbolo dell’uomo e della sua unità con la vita cosmica.
È un punto di arrivo lontano. Ma l’inizio è nella nostra vita di tutti i giorni, nella nostra esperienza del corpo.
C’è chi, allora, ha elevato queste semplici sensazioni della vita di tutti i giorni ai vertici di un’arte, ha scoperto nel corpo una miniera di nuove risorse e sensazioni e lo ha trasformato in strumento per accedere a nuovi stati di coscienza”.

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