Raccontare l’orto: finocchio

Il FINOCCHIO
Il finocchio è una splendida pianta e un ornamento per ogni giardino. I gambi – al loro meglio quando la pianta sta per fiorire – possono esser mangiati crudi in insalata, o cotti nelle minestre, o bolliti o conditi. Le foglie del finocchio sono in uso da molto tempo per aromatizzare il pesce; questa tradizione esisteva già ai giorni di Culpeper: “Una antica usanza non è ancora andata perduta, e cioè di bollire il finocchio con il pesce: perché consuma l’umore flemmatico, di cui il pesce aggrava il corpo”. Culpeper ci riferisce anche che il finocchio riduce le ripugnanze. La pianta era assai più conosciuta e più usata nel Medio Evo che oggi. Piers Plowman menziona “un soldo di semi di finocchio, per i giorni di digiuno”. Come a molte altre piante, gli si attribuivano anche grandi poteri contro una miriade di malattie, ivi inclusi, come quasi sempre, i morsi dei cani arrabbiati. Ma a questo proposito, come cinicamente osserva Alphonse Karr nel suo Voyage Autour de Mon Jardin: “Dopo tre o quattrocento anni si cominciò a rendersi conto che non aveva mai curato nessuno”.
LA COLTIVAZIONE
Seminate il finocchio, sia quello comune che quello fiorentino, in qualsiasi terreno, ben concimato. Seminate per tempo perché germina lentamente. Il finocchio comune continuerà a crescere per anni; il finocchio di Firenze va riseminato invece ad ogni primavera.
GLI USI
La scuola di Salerno vantava l’azione carminativa del finocchio, ne decantava cioè i pregi per espellere aria dall’intestino. Assieme al cumino lo prescriveva alle nutrici per aumentare la quantità e la qualità del latte. Mangiatelo crudo, sgranocchiandolo come gambi di sedano, o in insalata, ma fatelo anche gratinare, coprendolo magari con salsa besciamella e formaggio grattugiato. È comunque digeribile, diuretico e senza controindicazioni.
