Raccontare l’orto: prezzemolo

Il PREZZEMOLO
“Le radici del prezzemolo fatte macerare e trasformate in sciroppo sono efficaci nel mal della pietra, e fanno orinare”. Così dice Boorde. Gli antichi Greci usavano cospargere di prezzemolo i morti. Secondo un loro adagio una persona prossima a morire aveva “bisogno di prezzemolo”. Le radici della pianta nei tempi antichi venivano consumate di frequente, ed anche gli Inglesi ne hanno usato per lungo tempo le foglie nella cucina. John Partridge, nel suo Treasury of Hidden Secrets and Commodious Conceits del 1586, dà la ricetta di una salsa per il coniglio arrosto, che sembra fosse la preferita di Enrico VIII: “Prendete una manciata di prezzemolo ben lavato, bollitelo con burro e agresto, conditelo con zucchero e un po’ di pepe macinato grosso; quando è pronto aggiungete qualche briciola di pane bianco: fate bollire di nuovo fino a che si sia fatto denso, spargetelo su un piatto, mettete da ogni lato un conigliolo arrostito e poi servite”. L’agresto è ottenuto dall’aceto di sidro, e molta gente di campagna usa ancora questo nome. Il prezzemolo è legato a molte superstizioni contadine, una delle quali è che il trapiantarlo, specialmente da una casa vecchia ad una nuova, porta sfortuna. Un’altra è che cresce meglio presso un uomo cattivo che presso uno buono: come confessare, a questo proposito, che i miei raccolti sono sempre ottimi?
LA COLTIVAZIONE
Ha una radice a fittone, gambi sottili e cilindrici molto ramificati e foglie triangolari. I semi ci mettono molto a germinare, il che ha dato origine alla credenza che “vanno sette volte dal diavolo e sette volte ritornano prima di germinare “. Per neutralizzare questa parentela satanica, come giorno per seminare il prezzemolo si raccomanda il Giovedì Santo. Aggiungete molto humus al terreno, annaffiate bene e abbiate pazienza.
GLI USI
Dioscoride e Plinio raccomandavano il decotto di semi per favorire la diuresi e le mestruazioni difficili. Era una delle piante coltivate nel giardino di Carlo Magno. Il sapore delizioso è dovuto a un liquido incolore o giallastro costituito da Apiol e altri olii, oltre a tannino e materie resinose. Coltivatelo e usatelo sempre, fresco o secco, in cucina. Se avete gli occhi infiammati, fatene un infuso, che applicato con una vaschetta oculare vi calmerà.
