Raccontare l’orto: angelica

da | Erbe e spezie

L’ANGELICA

Questa pianta ha ottenuto il suo nome angelico perché si è creduto che nel corso dell’anno fiorisca per la prima volta il giorno dell’Arcangelo Michele. Forse perché il Santo fu cosi valente nel buttare il diavolo fuori dal Paradiso, questa erba è stata usata per proteggere dalla stregoneria e da altri mali:

L’aria contagiosa, che genera pestilenze

non infetta coloro che si sono messi in bocca

Angelica, questo felice antidoto.

Cosi Guillaume du Bartas, tradotto nel XVII secolo da Joshua Sylvester. Che cacci il diavolo o no, è un’erba deliziosa. La si usa per aromatizzare la Chartreuse e il Vermouth. Gli Islandesi mangiano il gambo e le radici crude, e i Lapponi, che ritengono che accresca la vita, la masticano come persone meno ragionevoli masticano il tabacco. Usavano anche incoronare con l’Angelica i loro poeti. “L’intera pianta” scrisse Parkinson “foglie, radici e semi, ha un eccellente gradevole profumo, aroma e sapore”. Quanto a Culpeper delira per le sue virtù curative. È efficace, dichiara, nel trattare: avvelenamenti, pestilenze, malattie epidemiche, coliche, ventosità, pleuriti, tossi, i polmoni, la stranguria, il fiato corto, il puerperio, ingorghi del fegato e della milza, indigestioni, eccessi, mal di denti e i morsi dei cani arrabbiati.

LA COLTIVAzione

L’Angelica è rustica ed e un soggetto adatto ai luoghi ombrosi. Crescerà da seme in un terreno profondo e fertile. Raccogliete le foglie e i gambi delle foglie nella prima estate; estraete le radici nel secondo autunno di vita della pianta.

GLI USI

Si adoperavano, per uso medicinale, le radici, le foglie, i semi di questa bella pianta. Le foglie, dal gusto dolce, venivano usate per completare dessert o confetture di frutta o per insaporire pietanze di pesce. Possono anche essere candite, come i fusti più giovani. Le radici e i semi sono invece usati in liquoreria. Si suppone sia originaria della Siria, naturalizzata in molte parti d’Europa sino alla Lapponia, in zone umide della Scozia, in Islanda. In Pomerania e nell’Est della Prussia, dove cresce abbondante nelle zone abbandonate, era abitudine contadina marciare nelle città in principio d’estate, portando grandi infiorescenze di angelica e cantando antiche canzoni.

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