Raccontare l’orto: asparago

da | L'orto curioso

L’ASPARAGO

Si dice che ci siano circa centoventi specie di questo parente prossimo del mughetto, uno dei quali geme sotto il nome di Asparagus horridus. Qualcosa che assomiglia assai a questa pianta è dipinto in affreschi egiziani del Terzo Millennio a.C., il che dimostra che non si tratta affatto di qualcosa di nuovo. I Greci lo usavano come medicina e i Romani, che erano dei ghiottoni, ne facevano largo uso. Sapevano anche che questa verdura non va cotta troppo a lungo, perché Svetonio, descrivendo un’azione avventata di Cesare Augusto, scrisse che la compì in un tempo più rapido di quanto ci voglia a cuocere gli asparagi: “citius quam asparagus coquantur”. L’asparago in origine era una pianta delle paludi salmastre e si trova ancora oggi allo stato selvatico in alcune di queste zone. Sembra che la coltivazione si sia estinta in Europa con la caduta dell’Impero Romano, ma fu reintrodotta dagli Arabi nel tardo Medio Evo. Oggi è considerato un lusso e viene trasportato per via aerea in tutti i periodi più inclementi dell’anno dalle assolate Americhe. Ed è un peccato, perché vizia il palato e ci priva del grande piacere di assaporarlo a maggio, quando l’asparago ritorna col cuculo portatore di gioia.

LA COLTIVAzione

L’asparago predilige un terreno leggero o sabbioso, arricchito con letame. Piantate radiche di tre anni, facendo attenzione che non asciughino prima di metterle a dimora. Potete cominciare a raccogliere al secondo anno e poi continuare a tagliare, magari per un decennio. Ma non raccogliete più dopo metà estate.

COME TRATTARLO

I turioni, cioè i giovani germogli, si raccolgono staccandoli alla base con un coltello (ne esiste uno apposito). Nel quarto anno dalla semina si possono raccogliere tutti i turioni per circa 5 settimane, negli anni dopo per 6 settimane, non di più, se non volete rischiare di veder finire la vostra asparagiaia. Insomma, armatevi di pazienza: gli asparagi restano ortaggio abbastanza raro, per non dire eccezionale, anche per l’orticultore.

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